POLITICA

la sfida

Europee, l'Italia si guarda allo specchio. E la vera incognita è la partecipazione

Il nostro Paese è ultimo tra quelli che sostengono la Ue. Ma il voto può cambiare gli equilibri politici interni
il parlamento europeo (ansa)
Il Parlamento europeo (Ansa)

È il momento per l'Europa di guardarsi allo specchio e di capire gli effetti che le incognite su economia e migranti, condite dalla retorica sovranista, hanno avuto sui suoi cittadini.

Il primo nodo da sciogliere, soprattutto nel nostro Paese, è la partecipazione. L'Italia ha vantato il record europeo di maggior affluenza alle urne in due tornate elettorali, nel 1994 e nel 1999. Già nel 2014 si è registrato un primo calo, con l'affluenza che si è fermata al 57,2% degli aventi diritto (nel 2009 votò il 65,1% degli italiani).

Oggi le cose sono cambiate: secondo l'ultimo sondaggio dell'Eurobarometro, l'Italia è l'ultima tra i Paesi europei che sostengono l'Ue: solo il 43% degli italiani ritiene che il Paese abbia tratto benefici dall'appartenenza all'Ue. Persino gli inglesi sono meno euroscettici degli italiani.

politici alle urne di maio ha votato a pomigliano d arco
Politici alle urne: Di Maio ha votato a Pomigliano D'Arco
matteo salvini a milano
Matteo Salvini a Milano
emma bonino a roma
Emma Bonino a Roma
anche zingaretti nella capitale
Anche Zingaretti nella Capitale
berlusconi a milano
Berlusconi a Milano
giorgia meloni
Giorgia Meloni
il presidente della repubblica nella sua palermo
Il presidente della Repubblica nella sua Palermo
il primo ministro belga charles michel
Il primo ministro belga Charles Michel
il premier spagnolo pedro sanchez
Il premier spagnolo Pedro Sanchez
il primo ministro greco alexis tsipras
Il primo ministro greco Alexis Tsipras
il capo del governo ungherese viktor orban
Il capo del governo ungherese, Viktor Orban
marine le pen leader del rassemblement national
Marine Le Pen, leader del Rassemblement National
il cancelliere austriaco sebastian kurz e la compagna
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e la compagna
(tutte le foto sono ansa)
(tutte le foto sono Ansa)
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LA SFIDA ITALIANA - Il voto europeo non cambia solo la direzione che prenderà l'Ue ma può modificare pesantemente gli equilibri di potere tra governo e opposizione e in seno allo stesso governo.

La Lega non si sbilancia: "Un voto in più del 18% è una vittoria", ha detto Matteo Salvini, citando i numeri ottenuti alle Politiche del 2018. Ma naturalmente l'aspettativa è di sfondare il 30%.

Anche il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio vola basso: non cita il 32,7% del 4 marzo ma punta a bissare i risultati delle Europee del 2014, quando prese il 21%, sperando in questo modo almeno di avvicinare il più possibile i risultati della Lega.

Il Partito democratico, galvanizzato dal "secondo posto" in Sardegna e in Abruzzo, vuole ottenere lo stesso risultato alle Europee e punta a conquistare almeno due punti in più rispetto al misero 18% delle Politiche.

Per gli altri: la soglia di Silvio Berlusconi, costretto a mettere il freno alla sua campagna elettorale per motivi di salute, si attesta al 10%. Poco meno per Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che vuole affermarsi come principale interlocutore di Matteo Salvini.

Emma Bonino, con +Europa, confida nel superamento della soglia di sbarramento, fissata nel nostro Paese al 4%.

Qui tutti i candidati sardi.

Qui le ultime scintille della campagna elettorale.

Qui le altre sfide: regionali e comunali.

Qui il caos seggi.

(Unioneonline/D)

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