CRONACA - MONDO

bruxelles

L'Ue verso i controlli ai confini, è allarme varianti Covid

Von Der Leyen: "No a chiusure a tappeto"
(ansa)
(Ansa)

Unione europea in allarme per le nuove varianti del Covid, con l'Agenzia europea per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) che ha raccomandato di introdurre la nuova stretta per evitare che le mutazioni continuino a viaggiare tra Paesi.

Ognuno ha presentato una diversa soluzione alla videoconferenza convocata dal presidente del Consiglio Charles Michel anche se nuove chiusure in ordine sparso sarebbero "senza senso", secondo la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, e metterebbero a repentaglio il mercato unico.

NO A CHIUSURE - Ok dunque a misure più restrittive sui viaggi, ma le frontiere dell'Ue restano aperte, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche europee.

La cancelliera tedesca Angela Merkel da giorni è in pressing per convincere i colleghi ad allinearsi sui controlli sanitari ai confini, con test e quarantene aggiuntivi, e giro di vite per i viaggi non necessari.

D'accordo il francese Emmanuel Macron, che deve fare i conti con il sospetto di una mutazione sconosciuta del virus più contagiosa, ma anche l'austriaco Sebastian Kurz, l'olandese Mark Rutte e il belga Alexander De Croo.

IL PASSAPORTO VACCINALE - Tremano Paesi ad alta vocazione turistica come Grecia, Spagna e Malta, preoccupati per le proprie economie in vista della primavera-estate e decisi invece a far avanzare l'idea di un passaporto delle vaccinazioni per facilitare gli spostamenti tra Stati.

In realtà, a quanto emerge dal vertice dei 27, discutere su un utilizzo del certificato delle vaccinazioni Covid per viaggiare viene ritenuto prematuro in questa fase, e probabilmente questo utilizzo sarebbe inappropriato. In particolare, oltre a problemi etici e di protezione dei dati personali, si segnala il rischio di dare alle persone l'impressione di poter viaggiare in sicurezza una volta vaccinate, mentre in realtà potrebbero ancora trasmettere il virus.

LE DOSI DI VACCINO - Tutti i leader si sono mostrati invece d'accordo sulla necessità di accelerare sulle dosi degli antidoti, soprattutto dopo i ritardi di Pfizer di questa settimana. Von der Leyen ha assicurato che i differimenti saranno riassorbiti entro metà febbraio, con i livelli delle consegne che torneranno al 100% di quelli previsti per settimana, già da lunedì.

In tutto la Commissione prevede la consegna di oltre 150 milioni di dosi nel primo trimestre, grazie anche all'atteso via libera di nuovi vaccini. Mentre dal secondo i numeri dovrebbero lievitare. Il target è vaccinare l'80% di sanitari e over 80 entro marzo, e il 70% degli adulti entro l'estate.

(Unioneonline/D)

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