CRONACA - MONDO

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Patriarca serbo morto di Covid, centinaia ai funerali per baciare la salma

In Montenegro si riaccende l'epidemia
il patriarca irinej (ansa)
Il patriarca Irinej (Ansa)

Cresce il numero di contagi da Covid-19 in Montenegro, oggi secondo Paese in Europa per positivi ogni 100mila abitanti.

Nel piccolo Paese balcanico sono ben 4.754 i casi ogni 100mila abitanti (totale 31mila), al secondo posto il Belgio la cui incidenza è di 4.803 contagi su 100mila abitanti. Terzo il Lussemburgo con 4.654 contagi su 100mila abitanti.

L'epidemia si è riaccesa anche per una lunga stagione di proteste e manifestazioni cui ha partecipato la popolazione di etnia serba (quasi un terzo del totale), insoddisfatta per una nuova legge religiosa ritenuta discriminatoria e ostile nei confronti della Chiesa ortodossa serba, da sempre molto popolare e largamente diffusa in Montenegro.

Migliaia di persone sono scese in strada senza mascherine e incuranti del distanziamento sociale, con tanto di tafferugli e scontri con le forze dell'ordine locali.

"Colpevoli" della diffusione del virus anche affollatissime cerimonie funebri: a centinaia sono accorsi per rendere omaggio alla salma del metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, colpito pesantemente dal virus e morto a fine ottobre per le gravi complicazioni intervenute.

A presiedere ai funerali solenni è stato il patriarca serbo Irinej, affiancato dal presidente serbo Aleksandar Vucic, e in quella occasione con ogni probabilità il 90enne Irinej si è contagiato.

Tornato a Belgrado, è stato ricoverato in un ospedale militare dove è deceduto il 20 novembre. Anche in questo caso in tanti si sono avvicinati e chinati per baciare la salma del patriarca. Nella liturgia ortodossa, tra l'altro, durante le celebrazioni si offre vino consacrato ai fedeli che bevono da un unico cucchiaio utilizzato per tutti.

(Unioneonline/D)

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