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Trump attacca Biden: "La sua famiglia è un'impresa criminale" VIDEO

Il presidente contro il rivale: "I Biden sono i più corrotti della storia americana"

"La famiglia Biden è un'impresa criminale, una delle più corrotte della storia americana".

Donald Trump, in Georgia per l'ultimo comizio di una lunga giornata elettorale, torna all'attacco chiedendo che il rivale nella corsa alla Casa Bianca Joe Biden e il figlio Hunter rispondano delle presunte email pubblicate dal New York Post: "E' il più grande scandalo politico dopo lo spionaggio sulla mia campagna da parte di Obama", ha detto Trump.

"I Biden sono una famiglia del crimine organizzato", ha insistito Trump, "una famiglia che nel suo partito ha passato il potere ai marxisti". Citando poi Hillary Clinton, ha innescato il coro tormentone della campagna del 2016: "Lock her up", imprigionatela. "Sono d'accordo con voi al 100%", ha detto il presidente americano: "Di solito sto zitto su questo, ma sono d'accordo con voi al 100%. Vanno arrestati".

LO SCANDALO - Nella prima puntata pubblicata dal New York Post, che appartiene al gruppo News Corp di proprietà di Rupert Murdoch, sono state svelate alcune missive che dimostrerebbero i legami (sempre negati) tra Joe Biden e i vertici di Burisma, la società energetica ucraina per la quale lavorava il figlio e che l'ex vicepresidente americano avrebbe voluto proteggere da un'indagine per corruzione da parte di Kiev.

La seconda ondata di email, invece, proverebbe secondo il New York Post come Hunter Biden abbia cercato di spuntare accordi redditizi con l'allora maggiore società energetica cinese, la Cefc Chian Energy, inclusa un'intesa che in una missiva verrebbe definita da Hunter "interessante anche per la mia famiglia".

Il materiale pubblicato, racconta ancora il tabloid, proverrebbe da un personal computer lasciato nell'aprile 2019 in un negozio di riparazioni in Delaware (lo stato di residenza dei Biden) e mai recuperato. Laptop che sarebbe stato sequestrato dall'Fbi dopo che una copia dei suoi contenuti, realizzata dal gestore del negozio, sarebbe finita nelle mani di Rudolph Giuliani, l'avvocato personale del presidente. Insomma, una vicenda intricata e ancora nebulosa che serve però a un Trump molto indietro nei sondaggi per sferrare l'attacco decisivo all'avversario, nel tentativo di metterlo in difficoltà.

(Unioneonline/D)

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