CRONACA - MONDO

Libano

Beirut: morta una donna italiana nell'esplosione

Secondo la Farnesina i connazionali feriti sono almeno 10. Arrestati 16 funzionari del porto

Ci sarebbe anche una cittadina italiana fra i morti a Beirut a causa della terribile esplosione che nel tardo pomeriggio del 4 agosto ha letteralmente raso al suolo l'area del porto della città libanese.

Si tratta, come confermano fonti della Farnesina, della 92enne Maria Pia Livadiotti, moglie di Lutfallah Abi Sleiman, già medico di fiducia dell'ambasciata d'Italia in Libano.

Sempre secondo le medesime fonti, che stanno monitorando in tempo reale la situazione insieme all'ambasciata d'Italia a Beirut, sarebbero una decina i connazionali feriti.

Nel frattempo, i soccorritori francesi giunti a Beirut al seguito del presidente Emmanuel Macron, che oggi si è recato in visita nel Paese martoriato dalla tragedia e dalla sofferenza, hanno ancora la "speranza di trovare superstiti sotto le macerie".

"Siamo venuti per aiutare i libanesi, resteremmo il tempo che servirà", hanno spiegato. "Le autorità e i soccorritori locali hanno già fatto un gran lavoro, hanno trovato e tirato fuori dei sopravvissuti. Dobbiamo lavorare per aiutarli, possiamo ancora trovare delle persone, sennò sarà troppo tardi", ha aggiunto il sottotenente Andreas, spiegando che "entro tre, al massimo quattro giorni, c'è sempre speranza di trovare gente viva" sotto le macerie.

IL BILANCIO - L'ultimo bilancio della devastante esplosione parla di almeno 137 morti, 5.000 feriti e decine di dispersi. Gli sfollati sono oltre 300mila.

GLI ARRESTI - La procura militare libanese ha annunciato in serata di aver arrestato sedici funzionari del porto.

LA VISITA DI MACRON - Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita oggi a Beirut, ha affermato che tornerà nuovamente il primo settembre nella capitale libanese per verificare che gli aiuti di Parigi vengano distribuiti correttamente e "non finiscano nelle mani dei corrotti".

Macron ha fatto queste affermazioni visitando il quartiere di Gemmayze, tra i più colpiti dalle due esplosioni di martedì, e rispondendo alla gente che protestava contro la corruzione dei politici locali. "Il Libano - ha affermato ancora il presidente francese, citato dall'agenzia libanese Nna - ha bisogno di un cambiamento e di un nuovo contratto politico. Non sono qui per sostenere lo Stato o il governo, sono qui per sostenere il popolo libanese".

(Unioneonline/v.l.)

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