CRONACA - MONDO

lo studio americano

Covid-19, la nuova mutazione lo aiuta a replicarsi meglio

La variante rende il virus dalle 3 alle 6 volte più capace di infettare le cellule umane
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

C'è una mutazione genetica del coronavirus diventata ora pandemica e che gli permette di replicarsi meglio e più velocemente all'interno delle cellule.

Questa mutazione potrebbe forse rendere il virus più contagioso, anche se è da dimostrare. Così come non è sicuro che possa causare forme più gravi di Covid-19.

Lo spiegano sulla rivista scientifica "Cell" i ricercatori della Duke university e del laboratorio nazionale di Los Alamos negli Usa, guidati da Bette Korber.

La mutazione, chiamata D614G, è avvenuta nella proteina Spike, che apre la strada al virus nelle cellule umane. In laboratorio sembra renderlo più infettivo.

"I dati mostrano che c'è una mutazione che permette al virus di replicarsi meglio, e forse di avere un'alta carica virale", scrive sul Journal of the American Medical Association l'immunologo Anthony Fauci, non coinvolto nello studio. "Non si può dire se una persona con questa mutazione abbia un quadro peggiore - aggiunge - Sembra che il virus riesca a replicarsi meglio ed essere forse più trasmissibile, ma servono conferme".

La mutazione era già stata descritta dai ricercatori in uno studio pubblicato ad aprile sul sito bioRxiv, senza però revisione scientifica.

In base ai commenti arrivati da altri studiosi e dalla rivista Cell, i ricercatori americani hanno condotto ulteriori esperimenti, analizzando i dati di 999 pazienti britannici ricoverati per Covid-19. Hanno così potuto osservare una maggiore quantità di particelle virali in chi aveva questa mutazione.

Gli esperimenti condotti in laboratorio nel frattempo hanno mostrato che questa variante rende il virus dalle tre alle sei volte più capace di infettare le cellule umane. "Questa mutazione è ormai quella diventata dominante nel mondo, perchè ha dato un vantaggio selettivo al virus. C'è in Italia, in Europa, negli Stati Uniti, non c'era a Wuhan", spiega Giorgio Palù, virologo dell'università di Padova. "In laboratorio si è visto che permette al virus di infettare meglio le cellule umane, e in vivo sembra avere una carica virale maggiore. Se la carica virale è più alta, la trasmissione è più facile. Questa variante rende quindi il virus più contagioso", prosegue Palù. Se lo renda più virulento, cioè capace di provocare forme più gravi di Covid-19, è ancora da dimostrare. "Per questo servono ulteriori studi di conferma. Ci sono del resto anche persone asintomatiche con questa mutazione. La cosa che non bisogna dimenticare - conclude Palù - è di mantenere comunque alta la cautela, continuando ad indossare le mascherine, lavarsi le mani e mantenere il distanziamento. L'infezione dipende infatti da quante persone ci sono in giro, da quanti contatti abbiamo e da quanto tempo dura l'infezione nell'organismo".

(Unioneonline/F)

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