CRONACA - MONDO

usa

Caso Floyd, l'autopsia: "Morte per asfissia, è omicidio". Trump pronto a schierare l'esercito

Continuano le proteste in tutto il Paese, due persone uccise a Chicago

George Floyd è morto per "un arresto cardiaco causato dalla pressione esercitata sul suo collo" dai poliziotti che lo hanno fermato, si è dunque si è trattato di un "omicidio".

Questi i i risultati dell'autopsia ufficiale sul corpo del 46enne afroamericano morto durante un arresto a Minneapolis. In un rapporto preliminare si escludeva che questa fosse la causa della morte. L'esame autoptico voluto dalla famiglia della vittima ha confermato la morte per asfissia.

Il primo esame autoptico, invece, parlava di "effetti combinati dell'essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo" che "hanno probabilmente contribuito alla sua morte".

Intanto continuano in tutti gli Stati Uniti le proteste, giunte al settimo giorno: migliaia di cittadini, sfidando il coprifuoco, sono scesi in strada. Due persone sono rimaste uccise durante i disordini a Chicago. Ancora non chiara la dinamica dell'episodio. Oltre 60 gli arresti.

A Washington la folla si è di nuovo radunata davanti a una Casa Bianca blindata: la polizia ha lanciato lacrimogeni e ha caricato i manifestanti anche a cavallo.

Lunghi cortei hanno attraversato New York, Philadelphia e Atlanta, dove si sono registrati anche atti di vandalismo e saccheggi.

"Mobiliterò l'esercito statunitense per fermare i disordini e l'illegalità", ha minacciato Donald Trump, che da venerdì si è rifugiato in un bunker con la moglie e il figlio.

"Io sono il presidente della legalità e dell'ordine. Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese. Non possiamo permettere che le proteste pacifiche vengano manipolate da anarchici di professione e gruppi antifa. Siamo di fronte a un atto di terrorismo domestico", ha aggiunto.

Finito di parlare alla nazione il presidente è voluto uscire a piedi dalla Casa Bianca per dirigersi verso la vicina St. John Episcopal Church. Dunque, l'area doveva essere sgomberata. Giunto davanti alla chiesa Trump si è fermato, si è girato verso telecamere e fotografi e, alzando un braccio, ha sventolato la copia di una Bibbia: "L'America sta tornando grande", ha detto, prima di tornare sui suoi passi.

(Unioneonline/F)

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}