CRONACA - ITALIA

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Dpcm, Italia verso la zona arancione: stop agli spostamenti tra regioni

Confermato il divieto d'asporto per i bar dopo le 18, il decreto entra in vigore da domani
(ansa)
(Ansa)

Entra in vigore da domani la nuova stretta anti-Covid, con quasi tutta Italia che potrebbe entrare in zona arancione in base al nuovo monitoraggio Iss.

Le principali misure: coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e, appunto, l'inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni: con Rt 1 o con un livello di rischio alto o, ancora, con un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.

In bilico tra il giallo e l'arancione ci sono Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Campania, Toscana e Valle d'Aosta. Tutte le altre sono quasi sicuramente in zona arancione, con la Lombardia e la Sicilia addirittura verso il rosso.

Le ultime modifiche al Dpcm sono state illustrate dall'esecutivo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: "La situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata" del virus.

LE MISURE - Fino al 5 marzo sarà valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Unico allentamento è sul divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, che sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo.

Confermato invece il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18 mentre gli impianti sciistici non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l'attività ai soli residenti.

Chiuse anche palestre e piscine - anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle - così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l'apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. "E' un servizio ai residenti - ha sottolineato il ministro Dario Franceschini - è un primo passo, un segnale di riapertura" per il futuro.

Con il decreto viene infine introdotta la "zona bianca", in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l'uso della mascherina: per entrarci servono tre settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso.

(Unioneonline/D)

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