CRONACA - ITALIA

le nuove misure

Stato d'emergenza fino al 30 aprile. Il nuovo Dpcm: spostamenti, visite, tutte le regole

Da domenica quasi tutta l'Italia sarà arancione

Ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Dpcm di contrato al coronavirus, che tra le altre cosa proroga lo stato d'emergenza per la pandemia da Covid-19 fino al 30 aprile.

Da domenica quasi tutta l'Italia rischia di finire in zona arancione, con Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia che rischiano addirittura le misure più stringenti da zona rossa. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, riportando le parole del ministro Speranza nell'incontro con i governatori.

In bilico tra giallo e arancione la Sardegna, ma a chiarire il quadro domani sarà il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità con le conseguenti ordinanze del ministro Speranza, che entreranno in vigore a partire da domenica.

GLI SPOSTAMENTI - Gli spostamenti tra Regioni, anche gialle, saranno vietati dal 16 gennaio al 15 febbraio (in seguito a una modifica, il provvedimento doveva durare fino al 15 febbraio), "tranne quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute". Resta consentito il rientro alla propria "residenza, domicilio o abitazione".

In caso di limitazioni alla mobilità tra comuni, "sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia".

LE VISITE - Confermata anche la regola che consente a un massimo di due persone (minori di 14 anni e disabili esclusi) di andare a visitare amici e parenti una volta al giorno. Anche fuori dal proprio comune se ci si trova in zona arancione o rossa. "In ambito regionale lo spostamento verso una sola abitazione privata è consentito una volta al giorno in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori oltre a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi".

LE ALTRE REGOLE - Confermati il coprifuoco, lo stop all'asporto dalle 18, che, a quanto si apprende, sarà limitato alle sole bevande e alcolici (sarà consentito solo il domicilio). Ristoranti e bar aperti fino alle 18 nelle zone gialle, chiusi nelle altre. Negozi aperti nelle zone gialle e arancioni. Confermata la chiusura di palestre, piscine, cinema, teatri, potrebbero riaprire i musei nelle zone gialle.

Più facile il passaggio in zona arancione o rossa. Con indice Rt maggiore di 1 si finisce in area arancione, maggiore di 1,25 in area rossa. In arancione finiranno anche tutte quelle Regioni classificate a rischio alto secondo i 21 parametri, anche se l'indice Rt è minore di 1.

LA ZONA BIANCA - Infine, la zona bianca. In cui riaprono palestre, piscine, teatri, cinema, ristoranti e bar h24. Ma per ora non ci rientra nessuno: riguarderà le Regioni con uno scenario di tipo 1, un livello di rischio basso, indice Rt inferiore a 1 e un'incidenza settimanale dei contagi per tre settimane consecutive inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti. In queste regioni "cessano di applicarsi le misure" previste dal decreto legge.

Guardando i dati fino a ieri, la Regione con incidenza settimanale minore risulta essere la Toscana, 86 casi per 100mila abitanti.

(Unioneonline/L)

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