CRONACA - ITALIA

coronavirus

Guerra sul Dpcm di Natale: Regioni del Nord vogliono piste da sci e ristoranti aperti a cena

Il giorno decisivo sarà martedì, giorno dell'incontro governo.Regioni. E saranno scintille
(ansa)
(Ansa)

Se ne parla da giorni, ma ormai ci siamo. Sarà martedì il giorno decisivo in vista del Dpcm di Natale, quel giorno si vedranno governo e Regioni e l'esecutivo nazionale teme che i governatori vogliano attaccare l'impianto di misure severe pensate dai ministri per le prime festività di fine anno in piena pandemia.

D'altronde le anticipazioni di Giovanni Toti lasciano presagire una difficile trattativa: ristoranti aperti anche di sera, a Natale a Santo Stefano e negli altri giorni clou, chiede il presidente della Regione Liguria. Idea che fa a pugni con la chiusura alle 18 e il coprifuoco alle 22, limiti che valgono anche per le zone gialle e che il governo è deciso a mantenere per tutte le festività, al fine di evitare di ripiombare nel 2021 in una terza ondata. "Il coprifuoco ha funzionato per ridurre i contagi, dovranno passare sul mio corpo per posticiparlo", così riferiscono che abbia detto Boccia.

Le Regioni alpine invece vogliono salvare le piste da sci e propongono un ultimo compromesso: skipass solo a chi pernotta in albergo e ha le seconde case. Anche questa una proposta che fa a pugni con la prudenza dell'esecutivo, Speranza e Boccia su tutti, e del Cts.

Tutti d'accordo sui negozi: aperture prolungate fino alle 21 o le 22 per spalmare i clienti.

Altro terreno di scontro è la mobilità tra Regioni. Il governo sta pensando a un divieto di spostamento anche tra zone gialle a partire da un giorno a ridosso di Natale (da definire, si parla del 19 o del 21, anche il 16 ma è meno probabile). Sulle deroghe (per fidanzati? Genitori anziani? Congiunti?) la partita è aperta anche nella maggioranza di governo.

Ancora, il nodo scuola. Il grosso delle classi riaprirà dopo la Befana, ma si valuta di ridurre la didattica a distanza per le superiori già a dicembre. Su questo sono i governatori a spingere per un rinvio dell'apertura.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità oggi ha detto che è saggio aspettare per le riaperture di raggiungere i 6-7mila contagi giornalieri.

Tutti si giocano le loro carte, insomma. E il tempo stringe, il nuovo Dpcm dovrà entrare in vigore il 4 dicembre. Dunque dovrà essere approvato entro giovedì.

(Unioneonline/L)

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