CRONACA - ITALIA

I dati

Codice rosso, in un anno 4mila indagini sui nuovi reati. Il lockdown fa crescere le violenze in famiglia

Oltre mille indagini aperte per revenge porn. Sono 82 le inchieste per sfregi al volto
scarpe rosse simbolo della lotta alla violenza contro le donne (foto ansa)
Scarpe rosse simbolo della lotta alla violenza contro le donne (foto Ansa)

Tra il 1° agosto 2019 e il 31 luglio 2020 (includendo quindi anche i mesi di lockdown), per i 4 nuovi reati introdotti dal Codice Rosso - violazione misure di protezione per le vittime, costrizione al matrimonio, revenge porn, sfregi permanenti - sono state aperte in Italia 3.932 indagini e, per quelle già concluse, in 686 casi è stata già formulata richiesta di rinvio a giudizio. Sono inoltre 90 i processi che si sono già conclusi (65 in fase di udienza preliminare e altri 25 in Tribunale) e nel complesso sono già state inflitte 80 condanne (compresi i patteggiamenti e i decreti penali).

Sono solo alcuni dei dati contenuti nel primo rapporto presentato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sulle nuove misure contro la violenza di genere. Un rapporto che arriva alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne in programma per domani, 25 novembre.

"Il dato complessivo delle richieste di rinvio a giudizio appare significativo dell'opportunità dell'intervento normativo del Codice Rosso, in mancanza del quale le gravi condotte tipizzate non avrebbero avuto risposta adeguata", ha tenuto a chiarire il ministro.

I DATI - Nel dettaglio sono oltre mille le indagini aperte in tutta Italia per il reato di revenge porn, introdotto dal Codice Rosso per punire la "diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti". Sono invece 82 le inchieste aperte per il reato di "Deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso", che hanno portato a 35 richieste di rinvio a giudizio, 6 richieste di archiviazione, 5 sentenze emesse, di cui 2 condanne con rito abbreviato, 1 condanna in Tribunale, 2 assoluzioni, 2 processi conclusi in tribunale, 1 ancora in corso.

Con riferimento al reato di induzione o costrizione al matrimonio, sono 32 le inchieste aperte, di cui: 3 richieste di rinvio a giudizio, 7 richieste di archiviazione, 2 processi in corso di svolgimento in tribunale.

Per quanto invece concerne la "Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa", sono 2.735 indagini aperte, di cui: 527 richieste di rinvio a giudizio, 350 richieste di archiviazione, 74 sentenze emesse.

LOCKDOWN E MALTRATTAMENTI - Da evidenziare il sensibile aumento - dell'11% - dei procedimenti iscritti per maltrattamenti contro familiari e conviventi catalogabili come violenza di genere nel periodo 1° gennaio- 31 maggio 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, "trend che può essere imputato alle misure di contenimento da lockdown che hanno portato a situazioni di convivenza forzata", ha spiegato Bonafede. In particolare, fra agosto 2019 e luglio 2020 si è infatti registrato un incremento del numero dei procedimenti iscritti per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, passato da 36.539 a 40.726 (+11%).

"LA STRADA E' LUNGA" - "Alcuni dati mostrano che qualcosa comincia a funzionare meglio che in passato - il commento del premier Giuseppe Conte - ma siamo consapevoli che il Codice Rosso non è la panacea. I dati sui dati dei femminicidi ci dicono che il percorso da fare è ancora lungo".

"Il Codice è solo un tassello fondamentale importantissimo che riguarda il momento in cui la violenza è già avvenuta - ha aggiunto -: non basta. Un intervento serio richiede tempo, un approccio sinergico e la consapevolezza che la strada per invertire darà i suoi frutti nel tempo ed è questa la strada che come governo, insieme ai ministri, ci impegniamo a percorrere".

(Unioneonline/v.l.)

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