CRONACA - ITALIA

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Conte: "Un decreto per salvare il Natale". A metà novembre soldi alle categorie colpite

Le parole del premier Conte, le proteste delle Regioni e delle categorie penalizzate dal Dpcm
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Giuseppe Conte

Il virus "corre veloce" e non c'è più tempo: per "salvare il Natale" ed evitare un lockdown totale che l'Italia non può più permettersi bisogna intervenire ora con misure "più restrittive", "salvaguardando salute ed economia" e garantendo "indennizzi immediati" per tutte le categorie penalizzate dalla nuova stretta, che arriveranno direttamente sul conto corrente forse già a metà novembre.

All'ora di pranzo il premier scende nel cortile di Palazzo Chigi per presentare il nuovo Dpcm - il terzo in tre settimane che, di fatto, sancisce il mini lockdown dell'Italia - e chiedere al paese di ritrovare lo spirito di marzo. "Siamo un grande paese, ce l'abbiamo fatta allora e ce la faremo pure adesso".

"Misure necessarie", dice il presidente del Consiglio, contro le quali però si scagliano le Regioni e le categorie produttive, a partire da Confindustria.

LE PROTESTE - "Faccio fatica a capire qual è la direzione, ci siamo fatti cogliere impreparati", attacca il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ricordando che ci sono ancora 12mila lavoratori che devono incassare la Cig di maggio.

"Abbiamo chiesto delle modifiche - aggiunge Luca Zaia interpretando il sentimento di diversi governatori del centrodestra - ma il governo non ci ha ascoltato, scegliendo di andare da solo".

Dopo Bonomi attacca anche la Federazione dei pubblici esercizi (Fibe): "La ristorazione pagherà un costo di 2,7 miliardi, senza ristori è il colpo di grazia". Per il presidente dell'Agis Carlo Fontana quella di chiudere i cinema e i teatri è una scelta "devastante", un "colpo difficilmente superabile" mentre il presidente della Federazione Nuoto Paolo Barelli chiede 3 miliardi per il settore e avverte: "Attenti alla protesta sul territorio".

IL PREMIER - Il premier non nasconde le difficoltà. Ammette che il momento "è complesso" è che nel paese "c'è molta stanchezza e frustrazione". Di più: "Se fossi dall'altra parte anche io proverei rabbia contro le misure del governo". Ma i numeri sono impietosi: "Se stringiamo ora - sottolinea - a dicembre respiriamo e vorremmo arrivare alle festività natalizie con predisposizione d'animo serena". Insomma, salvare il Natale - anche e soprattutto dal punto di vista economico - diventa la priorità.

Alle Regioni che chiedevano la chiusura dei locali alle 23 risponde che "la pandemia sta correndo in maniera uniforme e critica" e dunque non c'è spazio per concessioni.

LE REGIONI - Dalle Regioni arriva una raffica di critiche. "Il nuovo Dpcm - gli risponde il presidente dell'Umbria Donatella Tesei - presenta incongruità e crea delle forti disparità tra categorie". Parole condivise dai governatori di Abruzzo, Marche, Liguria e Calabria mentre Vincenzo De Luca sfida apertamente il governo andando contro il Dpcm e confermando la didattica a distanza per tutte le scuole tranne gli asili.

"Il Dpcm contiene molte nuove restrizioni, alcune delle quali forse non pienamente coerenti tra loro. Sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato come Regioni, ma è il momento dell'unità e non aggiungo le mie considerazioni, che ora sarebbero inutili e fonti solo di altrettanto inutili polemiche", scrive su Facebook il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

LE COMPENSAZIONI - Conte sa comunque che il paese è stanco e il rischio di tensioni sociali, come dimostrano i fatti di Roma e Napoli, è altissimo. Dunque buona parte della conferenza stampa la dedica a spiegare le misure di compensazione. "Non mi piace fare promesse ma prendo un impegno a nome del governo - scandisce - Sono già pronti gli indennizzi per tutte le categorie che sono penalizzate dalle nuove norme". Il provvedimento riguarderà circa 350mila aziende e dovrebbe essere già martedì in Gazzetta Ufficiale. I soldi, assicura il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, arriveranno direttamente sul conto corrente con bonifico bancario dell'agenzia delle Entrate e potrebbero essere disponibili a metà novembre, forse già l'11. "Stiamo lavorando affinché arrivino il più presto possibile e sarà un indennizzo superiore a quello ricevuto la volta scorsa". Ma non solo: il pacchetto prevede un credito di imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre, la cancellazione della seconda rata dell'Imu, un'indennità mensile una tantum ai lavoratori stagionali di turismo, spettacolo e intermittenti dello sport, la proroga della Cig, un'ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sostegno alla filiera agroalimentare.

L'OPPOSIZIONE - Promesse che non convincono l'opposizione. "Non ci stanno capendo niente, è intollerabile che navighino a vista", dice Giorgia Meloni.

(Unioneonline/L)

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