CRONACA - ITALIA

L'allarme

Coronavirus, cosa deve sapere chi ha bambini

Dal cosa raccontare a come comportarsi in caso di sospetto contagio. Parola d'ordine: "Niente ansia"
(foto ansa)
(foto Ansa)

Di ora in ora non cessa la paura di contagio da Coronavirus, e non solo in Lombardia, ma in tutta Italia. A temere, soprattutto, genitori e nonni di bimbi più e meno piccoli, e sono in molti a chiedersi come occorre comportarsi nell'affrontare la situazione sia in termini di cosa raccontare ai bambini, sia in termini di come affrontare un potenziale contagio.

Parola d'ordine "niente ansia", spiegano gli infettivologi. E soprattutto perché "ad oggi, solo il 2% delle persone affette dal virus è morto" e "tra i malati non ci sono praticamente bambini".

Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, in una lettera su Fb indirizzata alla figlia di 11 anni, "sensibilmente preoccupata" per l'allarme coronavirus come tanti bambini e adolescenti, spiega: "È tristissimo sapere che una persona muore per una malattia. Però è importante che tu consideri che la paura che senti riguarda una minaccia che ha pochissime probabilità di riguardare la tua vita. Ma tutto il mondo, proprio per evitare che questo accada, oggi si sta dando da fare per evitare che questa infezione si diffonda".

Lo specialista suggerisce di raccontare ai bambini "tutta la verità, né più né meno" ma "in toni molto meno ansiosi di quelli che vengono usati in questi giorni e allarmano allo spasimo la mente dei nostri figli". "La cosa che più spaventa i nostri figli è che hanno la falsa credenza che questo virus ci ucciderà tutti", ha scritto Pellai, autore di bestseller per genitori, educatori e ragazzi, sottolineando che questo virus invisibile a occhio nudo spaventa anche perché "da sempre noi esseri viventi abbiamo paura di ciò che ci può fare male e che non si può vedere".

Lo psicoterapeuta evidenzia poi alcune "verità che in questo clima di allarme vengono raccontate, ma le persone colgono molto meno". Ad esempio che "il contagio ha colpito un numero molto ristretto di persone" e "la malattia si è localizzata i alcune zone precise, chiamate focolai di infezione".

"La paura ci fa vedere tutto buio e cupo. Ma tu non perderti nel buio - scrive lo specialista nella conclusione della sua lettera indirizzata a ogni bambino angosciato per l'emergenza sanitaria -. Affidati al lavoro di milioni di persone che oggi stanno lavorando e combattendo per vincere la battaglia contro il coronavirus. Impara a immaginarle tutte insieme. Un esercito infinito di milioni di uomini e donne, medici, ricercatori, scienziati, infermieri, forze dell'ordine, contro un invisibile microscopico virus. Ce la faremo, vedrai, ce la faremo".

In caso di dubbi o ulteriori approfondimenti, è comunque possibile contattare il numero di pubblica utilità 1500, attivato dal Ministero della Salute per rispondere alle domande dei cittadini sul nuovo Coronavirus 2019-nCoV.

Rispondono, 24 ore su 24, dirigenti sanitari e mediatori culturali sala operativa del Ministero della Salute.

Il personale dedicato all’attività ha effettuato un corso formativo anche sulle tecniche di counselling per accogliere e dirimere quesiti, dubbi e incertezze delle persone che hanno viaggiato o dovranno andare in Paesi extra Ue, compresa la Cina. Nelle conversazioni, possibili anche in lingua cinese per i cittadini che non parlano la lingua italiana, vengono fornite indicazioni circa le precauzioni da adottare quando si rientra dalla Cina.

Restano poi attivi i numeri 112, da utilizzare solo in caso di emergenza e i numeri verdi attivati al momento in Lombardia e Veneto, e che rispondo rispettivamente all'800.89.45.45 e all'800.46.23.40.

(Unioneonline/v.l.)

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