CRONACA - ITALIA

bologna

Salvini e la citofonata, inchiesta su un maresciallo dei carabinieri

Sul caso è stata presentata un'interrogazione del deputato del Partito democratico Andrea De Maria
matteo salvini (archivio l unione sarda)
Matteo Salvini (Archivio L'Unione Sarda)

I carabinieri di Bologna stanno verificando, con accertamenti interni, cosa sia successo il pomeriggio del 21 gennaio, in relazione alla passeggiata di Matteo Salvini al Pilastro, quando il leader della Lega è andato a suonare al citofono di una famiglia tunisina, chiedendo se lì abitasse uno spacciatore.

Secondo alcune indiscrezioni, nella vicenda potrebbe aver avuto un ruolo un sottoufficiale dell'Arma.

La donna che ha accompagnato Salvini al Pilastro avrebbe infatti riferito di essere stata messa in contatto con lo staff della Lega grazie alla telefonata di un maresciallo che conosce.

Potrebbe peraltro trattarsi, secondo i quotidiani, di un militare indagato per stalking e depistaggio ai danni di un avvocato e sospeso dal servizio con una decisione del Riesame di fine anno, non esecutiva in attesa della Cassazione.

Al momento non sarebbe comunque aperto in merito un procedimento disciplinare, né risultano esserci fascicoli penali.

Sulla questione c'è anche un'interrogazione del deputato del Partito democratico Andrea De Maria al ministero dell'Interno per chiedere se "le autorità competenti hanno richiesto a chi era presente, a tutela della sicurezza, informazioni" e "quali siano, nel caso, i riscontri ricevuti".

Intanto ieri, in seguito a numerose segnalazioni, Facebook ha deciso di rimuovere il video del leader della Lega dalla piattaforma.

(Unioneonline/F)

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