CRONACA - ITALIA

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"Qui ebrei" sulla porta di casa: solidarietà al figlio della partigiana Rolfi

Mondovì contro l'episodio di antisemitismo che ha colpito il figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi. "Ignoranza dell'ignoranza - dice lui - mia madre non era neanche ebrea"
aldo rolfi davanti alla scritta (ansa sasso)
Aldo Rolfi davanti alla scritta (Ansa - Sasso)

Mondovì, città Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione della provincia di Cuneo, non ci sta. E si fa sentire.

Decine di persone hanno partecipato ieri sera, nonostante la pioggia, a un presidio di solidarietà per Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi, sulla cui porta di casa, a pochi giorni dalla Giornata della Memoria per ricordare le vittime della Shoah, è comparsa la scritta in tedesco "Juden Hier", "Qui ci sono ebrei", accompagnata dalla stella di Davide.

Lidia Rolfi fu deportata come prigioniera politica a Ravensbruck nel 1944, e ha scritto "Le donne di Ravensbruck", prima opera in italiano sulla deportazione femminile nei campi di concentramento della Germania nazista. Poi "Il futuro spezzato", saggio sull'infanzia durante la dittatura.

La sua voce rivive in quella del figlio Aldo che pochi giorni fa aveva firmato un articolo sul settimanale locale Provincia Granda contro "l'emergenza odio".

Potrebbe essere stato quello a far venire in mente a qualcuno di armarsi di bomboletta spray e di scrivere quelle poche parole sulla porta di casa Rolfi. Famiglia che, tra l'altro, non è neanche di origine ebraica.

"Non ho idee particolari su chi possa aver compiuto questo gesto - dice Aldo Rolfi - ma è qualcuno che conosce la storia solo marginalmente". Parla di "ignoranza dell'ignoranza", ricordando che la madre "non era ebrea": "Il grande problema di tante persone - sottolinea - è anche la non conoscenza dei fatti".

Ieri sera i manifestanti hanno intonato canti e letto scritti dei deportati davanti alla casa dove la donna, ex partigiana e deportata politica, ha vissuto sino alla morte, nel 1996, e dove ora abita il figlio. Presente anche l'Anpi provinciale.

Sul fatto stanno indagando carabinieri e Digos di Cuneo, che hanno prelevato un campione della vernice nera con cui è stata realizzata la scritta, poi coperta, e stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare i responsabili di quello che il sindaco Paolo Adriano definisce "un atto gravissimo, un fatto vergognoso che offende e indigna la città".

"Indignato" il governatore Alberto Cirio, per il quale si tratta di un gesto "ignobile, che il Piemonte condanna con la sua storia e i suoi sacrifici".

"Ecco dove porta la cultura dell'odio - il commento del segretario del Pd, Nicola Zingaretti -. Sostituiamo l'intolleranza, l'odio, la violenza, l'arroganza con la fiducia, il rispetto, la speranza, la passione. Cosi si costruisce il futuro migliore per tutte e tutti", è il suo appello.

Per lunedì prossimo, intanto, è stata annunciata una fiaccolata davanti al Comune di Mondovì, un corteo che arriverà fino a casa Rolfi. "La comunità tutta si metta in cammino e, unita, testimoni la ferma condanna del gesto ed esprima solidarietà alla Comunità Ebraica, al nostro concittadino Aldo e a alla sua famiglia", è l'invito dell'amministrazione comunale, che vuole così "affermare con forza la nostra appartenenza ad una società civile e democratica e condannare pericolosi rigurgiti di antisemitismo".

(Unioneonline/D)

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