CRONACA - ITALIA

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Investito e ucciso da ultras rivale: "Omicidio volontario, un agguato premeditato"

"Una violenza tribale, lo possiamo dire anche in considerazione delle armi sequestrate", ha dichiarato il prefetto
(ansa)
(Ansa)

È accusato di omicidio volontario e lesioni aggravate Salvatore Laspagnoletta, tifoso del Melfi di 30 anni accusato di aver investito alcuni sostenitori della Vultur Rionero (squadra di eccellenza lucana) provocando la morte, ieri a Vaglio (Potenza), del 39enne Fabio Tucciarello.

Lo hanno reso noto il procuratore potentino Francesco Curcio e il vicario Maurizio Cardea, oltre al Questore Isabella Fusiello. Ai giornalisti sono stati mostrati tubi di ferro, tirapugni e mazze sequesrati ieri nel corso delle indagini sull'investimento.

VIOLENZA TRIBALE - "È stata una violenza tribale, anche in considerazione delle armi sequestrate. Una tribù voleva sfidarne un'altra: tutto era stato preparato, c'è stata sicuramente pianificazione", ha detto il procuratore.

"Abbiamo anche la sensazione - ha aggiunto - che sia stata utilizzata una staffetta per avvertire i tifosi del rionero dell'arrivo dei tifosi rivali del Melfi".

E di "agguato premeditato" ha parlato il prefetto di Potenza Annunziato Vardè, "un episodio gravissimo e inaudito". "Stamattina - ha aggiunto - è stato valutato di dare una risposta per isolare i tifosi violenti, perché evidentemente non bastano i servizi di ordine pubblico. Il fatto non si è verificato in prossimità di uno stadio né tra le rifoserie di due squadre che si sarebbero dovute affrontare ieri".

A bordo dell'auto che ha investito la vittima c'erano tre tifosi melfitani, ed è rimasto gravemente ferito anche un altro tifoso della Vultur Rionero, di 28 anni, ricoverato all'ospedale San Carlo del capoluogo lucano.

25 ARRESTI - Sono 25 in totale i tifosi arrestati, tutti in carcere. Le accuse, a parte quella di omicidio volontario contestata a Laspagnoletta, sono a vario titolo di violenza privata e possesso di oggetti atti a offendere.

Il 30enne accusato di omicidio si è detto "distrutto". "Ho avuto paura, quando la mia auto è stata circondata e assalita con mazze da una cinquantina di persone mascherate ho cercato di scappare. Ero terrorizzato", si è giustificato.

Intanto sale la tensione in zona, con la Prefettura di Potenza che ha disposto una forte intensificazione dei controlli delle forze dell'ordine nei paesi di Melfi e Rionero. Si teme infatti una spedizione punitiva per vendicare il 39enne ucciso.

(Unioneonline/L)

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