CRONACA - ITALIA

il processo a milano

Marco Carta e l'accusa di furto: "Muscas unica responsabile"

La difesa è convinta di poter dimostrare l'estraneità del cantante grazie ai filmati della Rinascente di Milano
marco carta (ansa)
Marco Carta (Ansa)

Il processo con rito abbreviato nei confronti del cantante Marco Carta, accusato assieme all'amica Fabiana Muscas di aver rubato alcune magliette al centro commerciale La Rinascente di Milano, è stato rinviato al prossimo 31 ottobre.

La decisione al termine dell'udienza di oggi al tribunale del capoluogo lombardo.

Davanti al giudice il legale del cantante cagliaritano Massimiliano Annetta ha chiesto l'acquisizione delle immagini della videosorveglianza dei grandi magazzini, decisive, ha rimarcato l'avvocato, per determinare la posizione di completa estranietà dell'artista, che si è si è sempre proclamatoinnocente e che oggi non era presente in aula, perché, ha spiegato Annetta, "questo processo è stato uno tsunami nella sua vita".

LA MUSCAS - Rinviato anche il processo, stralciato da quello del cantante, alla Muscas. In questo caso si tornerà in aula il 17 dicembre, quando il giudice deciderà se concederle la messa in prova e, quindi, ammetterla al programma di servizi sociali, della durata di 52 settimane.

In caso di assenso, la donna potrebbe essere impegnata in un ente che assiste le donne vittime di tratta. "La mia assistita - ha detto l'avvocato Giuseppe Castellano - si è presa la sua responsabilità nella faccenda e ha pensato di mettere a disposizione la sua esperienza lavorativa come infermiera al servizio di questa struttura".

"UNICA RESPONSABILE" - Proprio la Muscas sarebbe, a detta della difesa di Carta, l'unica responsabile. "Si è sempre assunta la colpa dell'intera vicenda", ha sottolineato Ciro Simone Giordano, altro legale del cantante. Che ha aggiunto: ''In sede di convalida il mio ruolo di difensore di Carta e Muscas è stato ritenuto incompatibile a causa dell'ammissione di colpa della donna. Lei ha sempre detto di aver rubato queste maglietta e ha riconosciuto l'inconsapevolezza di Carta. Quando quel giorno suonò l'anti-taccheggio gli agenti, fermarono lei mentre Carta proseguì verso l'uscita. Fu Marco a tornare per capire il perché fosse stata fermata. Questo - ha concluso il legale - dimostra che l'atteggiamento di Carta è inconciliabile con quello di chi ha commesso un furto".

"MOLTO PROVATO"- L'avvocato Giordano ha anche parlato delle condizioni del suo assistito, "molto agitato e molto provato dalla faccenda". "Lui - ha spiegato Giordano - ha sempre professato la sua innocenza e vuole che si chiuda tutto subito perché non ce la fa più. Sta veramente molto male. Siamo fiduciosi nella giustizia" .

Nonostante la situazione, ha proseguito Giordano, Carta continua a lavorare "anche se l'accaduto gli ha creato qualche problema. Secondo noi nella prossima udienza ci sarà la sentenza. Siamo comunque molto contenti del clima di collaborazione tra difesa e Procura nella ricerca della verità".

(Unioneonline/l.f.)

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