SPETTACOLI

L'intervista

La verità di Marco Carta: "Furto alla Rinascente? Inconsistente". E alla Prati preferisce Netflix

L'artista cagliaritano esce col nuovo album "Bagagli leggeri": "Ora sono finalmente libero"
marco carta al festival di venezia (ansa)
Marco Carta al Festival di Venezia (Ansa)

Marco Carta è uno degli artisti più in vista del momento. Prima lo scandalo legato al presunto furto alla Rinascente di Milano, poi le polemiche per gli 8mila euro chiesti per partecipare al Gay Pride di Modena. Vero, falso? Chissà, non spetta a noi stabilirlo. Intanto lui si dedica alla musica, come ha sempre fatto, e oggi, nel capoluogo lombardo, ha presentato il nuovo album "Bagagli leggeri".

È il settimo della sua carriera, iniziata nel 2008, quando il 34enne cagliaritano vinse il talent show "Amici" di Maria De Filippi. Poi il successo a Sanremo nel 2009 con "La forza mia", e svariati riconoscimenti come il Premio Barocco, due Latin Music Italian Awards e il Roma Videoclip. L’isolano però non è uno a cui piace stare con le mani in mano, tanto da mettersi in gioco come concorrente all’impegnativo "Tale e quale show" di Rai Uno, dove se non hai qualità non emergi. Lui si è imposto anche lì, uscendone vincitore nella settima edizione del 2017, mostrando a tutti che l’affermazione in Mediaset non fu un caso, ma frutto di duro lavoro. E proprio sulle reti del Biscione, nel 2018, ha dichiarato pubblicamente la sua omosesualità, ospite di Barbara D’Urso a Domenica Live. Una scelta che non è piaciuta a tutti, compreso il fresco vincitore di Sanremo Mahmood che recentemente ha dichiarato come non fosse il luogo adatto per fare Coming Out. Opinioni, scelte, che hanno permesso a Carta di rimanere sulla cresta dell’onda per undici anni, da quando ha lasciato l’Isola per inseguire il suo sogno. Il legame con la Sardegna però è ancora fortissimo e noi di Unionesarda.it ne abbiamo approfittato per scoprire se è sempre come una volta o qualcosa è cambiato. Tra musica e antitaccheggio passando per la sua voce che, al di là delle polemiche, rimane un dato di fatto.

Marco Carta a "Tale e quale show" (Ansa)
Marco Carta a "Tale e quale show" (Ansa)

Partiamo dal suo nuovo album: come nasce "Bagagli leggeri?"

"L'idea è stata partorita circa un anno fa con la raccolta dei primi brani. Avevo in fabbrica dei pezzi che stavo scrivendo, ma ancora non li avevo messi nel disco precedente perché non erano finiti. Ero insicuro, credevo non piacessero, anche perché far provare delle emozioni alle persone è molto difficile. Poi ho trovato il coraggio anche perché per me è stata un'annata all'insegna delle sfide. A partire dal Coming Out".

È il settimo della sua carriera: quale, secondo lei, il più bello e importante?

"Penso l'ultimo perché c'è dentro un Marco veramente inedito. Oltre ad aver dichiarato la mia omosessualità, c'è un brano che parla di una sofferenza molto grande che sono riuscito ad esternare: 'L'inizio e la fine'. Descrivo un dolore che mi ha lacerato dentro".

A chi è dedicato il singolo di lancio "Io ti riconosco?"

"È un'associazione tra il Marco di oggi e il complesso di vivere all'ombra di un padre che non mi ha voluto conoscere. Tutto si rispecchia in quello che sono oggi. Non è una vera e propria dedica, ma un riferimento a mio babbo e non solo. Anche al primo bacio dato ad un ragazzo. Sono state due emozioni molto forti, una negativa l'altra positiva".

Marco Carta esulta dopo il successo ad "Amici"
Marco Carta esulta dopo il successo ad "Amici"

Dopo il successo di "Amici" nel 2008 si aspettava una carriera così duratura?

"No. La vita va avanti e succedono cose continuamente che ti regalano stimoli e ti invogliano a raccontare cose nuove. Il successo al talent è stato fondamentale, ma ho saputo alimentare la mia passione. Ad esempio i brani di oggi non sono quelli di ieri, perché dopo il Coming Out sono un ragazzo più libero. Prima le mie canzoni rendevano solo al 30/40% per paura di qualcosa, adesso invece sono veramente io. Certamente sono stato il primo ad uscire da un programma televisivo e fare strada nel mondo della musica con le mie gambe: è stata una sorpresa anche per me, ma anche una rivincita nei confronti di chi diceva fossi solo un fuoco di paglia".

Qual è la sua versione dei fatti sul "furto in Rinascente"?

"La stessa del giudice. Io non ho fatto niente e quello che ho dichiarato corrisponde al vero".

Il giudice ha convalidato l’arresto solo per Fabiana Muscas. Molti credono si sia presa le colpe per proteggerla.

"Ripeto, c'è un tribunale che decide per queste cose, l'argomento è inconsistente. A me è dispiaciuto molto per Fabiana perché è un'amica e una cosa negativa non può cancellare anni di amicizia. Non so perché abbia commesso il furto, sicuramente non per nuocere a me".

La vittoria di Marco Carta a Sanremo (Ansa)
La vittoria di Marco Carta a Sanremo (Ansa)

Lei ha vinto Sanremo come Mahmood. Che rapporto ha con l’italoegiziano?

"Non abbiamo un rapporto diretto, ma apprezzo molto la sua musica, la sua voce e la personalità. Come me ha saputo imporsi in un palcoscenico difficile e prestigioso come Sanremo. Non è da tutti e lo apprezzo molto dal punto di vista artistico".

In passato Mahmood l’ha criticata per il "Coming out" in tv dalla D’Urso. Vuole rispondere?

"Ognuno fa quello che vuole. Io la penso a modo mio, lui fa bene a sostenere che forse non sarei dovuto andare in tv: è una sua opinione. Un anno prima aveva dichiarato che l'outing va bene in qualsiasi forma si sbandieri, parole decisamente contrastanti, deduca lei".

Dopo quel giorno i fan la trattano sempre alla stessa maniera?

"Il web e i social sono molto pericolosi e qualche messaggio strano l'ho letto. Devo dire che le mie fan, 'Le cartine', mi hanno sempre fatto sentire il loro sostegno e non è cambiato nulla. Quando ho iniziato il mio percorso artistico non avevo nemmeno Facebook poi l'ho dovuto aprire per motivi lavorativi. Tutto sommato ho un giudizio complessivo perché permettono ai follower di esprimersi liberamente. Ho ricevuto anche tantissimi attestati di stima e affetto".

Un’altra nostra conterranea è al centro di tante polemiche, Pamela Prati. Crede alla sua versione riguardo le nozze?

"L'ho conosciuta in Mediaset, ma non ho mai avuto un rapporto particolare con lei. Non sono la persona giusta per giudicare quanto successo anche perché a queste cose preferisco le serie tv di Netflix. Non ho avuto tempo per documentarmi in maniera precisa su questa vicenda".

Marco Carta (Ansa)
Marco Carta (Ansa)

Com’è cambiato il rapporto con la Sardegna dopo la popolarità?

"In alcuna maniera, anzi. Sono molto legato alla nostra terra nonostante da anni viva tra Roma e Milano. Adesso sto qui al nord, ma appena posso torno nell'Isola perché amo la mia città, Cagliari è speciale: ha il mare e tutte le persone a cui voglio bene sono lì. Una cosa che mi manca tantissimo è quella di girare in macchina senza navigatore: qua è un casino, nella Capitale lo era ancora di più, mentre a casa mia conosco tutto e tutti ed è un piacere anche per la testa. Che relax...".

Qual è la sua spiaggia preferita? O il luogo speciale in cui si rifugia nell’Isola…

"Con i miei amici torno spesso nei luoghi della mia infanzia. Il mio bar, la mia scuola media, Pirri. Mi aiuta a mantenere il contatto con la realtà e a ricordarmi da dove vengo. Quella è casa mia e non cambierà mai".

Filippo Migheli

(Unioneonline)

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