CRONACA SARDEGNA - SASSARI E PROVINCIA

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Focolaio Covid al Santissima Annunziata: l'indagine epidemiologica non si ferma

Approvato un protocollo secondo cui, oltre ai tamponi in ingresso fatti al Pronto soccorso, vengano effettuati ulteriori tamponi a 48 ore dal ricovero
il santissima annunziata (foto ufficio stampa)
Il Santissima Annunziata (foto ufficio stampa)

Prosegue l'indagine epidemiologica nel reparto di Medicina interna all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Da venerdì scorso sono stati registrati 24 pazienti positivi al coronavirus, mentre è in fase di accertamento la condizione di un operatore. Tutte le degenti di Medicina donne sono invece risultate negative, così come il personale sanitario.

I positivi, informa l'Aou, sono stati trasferiti nei reparti Covid, quelli negativi rimangono in reparto. Sospesi i ricoveri in Medicina uomini, in attesa che il periodo di osservazione si concluda.

"Questo è un periodo particolarmente critico - dice il direttore di Medicina interna, Francesco Bandiera - l'infezione è ormai diffusa ovunque tra la popolazione e diventa difficile la sua tempestiva individuazione. È possibile, come avvenuto da noi ma anche in tanti altri ospedali d'Italia, che un paziente in ingresso al Pronto soccorso risulti essere asintomatico e in incubazione, e non venga rilevato dal tampone. Il paziente, poi, si positivizza dentro il reparto che è costretto a sospendere i ricoveri per periodi lunghi. E, allora, è importante individuare misure per ridurre il carico delle Medicine interne attraverso un'attenta rete tra le strutture ospedaliere".

Nei giorni scorsi, la direzione generale dell'Aou di Sassari ha approvato le "linee di indirizzo sull'uso appropriato dei test diagnostici per Sars Cov-2 e la loro interpretazione clinica". Nel protocollo - elaborato dalla Direzione medica di Presidio, dal Pronto soccorso, dalle Malattie infettive, dalla Microbiologia e virologia, dall'Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere e dalla Medicina interna - si prevede che, oltre ai tamponi in ingresso fatti al Pronto soccorso, vengano effettuati ulteriori tamponi a 48 ore dal ricovero.

"A circoscrivere il cluster - sottolinea il responsabile della Sorveglianza sanitaria, Antonello Serra - sono stati anche i dispositivi di protezione individuale adeguatamente utilizzati da medici e infermieri".

"Nell'evenienza di un cluster epidemico - prosegue -, dal momento della individuazione della infezione, i nostri protocolli prevedono per dieci giorni un controllo ogni 48 ore, integrando i test molecolari con quelli antigenici di ultima generazione che consentono un monitoraggio in tempo reale".

«Inoltre - conclude Serra - il Pronto soccorso ha adottato procedimenti per velocizzare il transito dei pazienti e il monitoraggio delle possibili infezioni in prossimità del ricovero, attraverso tamponi antigenici di ultima generazione a immunofluorescenza, e ha adeguato costantemente i percorsi all'evoluzione epidemiologica".

(Unioneonline/s.s.)

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