CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

La vertenza

Latte, pastori ancora insoddisfatti. Il vicepremier: "Spero di chiudere nelle prossime ore"

Anche le organizzazioni agricole giudicano il pre-accordo a 72 cent "insoddisfacente", mentre Salvini si dice ottimista
un blocco sulla 131 (foto l unione sarda)
Un blocco sulla 131 (foto L'Unione Sarda)

"Spero di chiudere nelle prossime ore l'accordo sul latte". Così Matteo Salvini in diretta Facebook da Alghero torna sulla vertenza che vede i pastori sardi sul piede di guerra da giorni.

"Le distanze - continua il vicepremier - si sono ridotte e spero che si riducano ancora nelle prossime ore. Incontrerò anche le aziende della grande distribuzione".

Continua a ostentare ottimismo il ministro, e non accenna alle polemiche di ieri, con il candidato M5S Francesco Desogus che lo ha accusato senza mezzi termini di "fallimento del tavolo".

"Il motivo dell'azione fallimentare di Salvini è semplice, è perché lui sta dalla parte degli industriali", ha dichiarato il pentastellato, "e non chiederà nessun sacrificio per portare il prezzo del latte a un euro".

E ancora, accusando il leader della Lega, di "superficialità" nella gestione delle trattative, ha rilanciato il tavolo convocato da Giuseppe Conte per il 21 febbraio: "È l'unico che potrà affrontare seriamente la vertenza, Salvini smetta di giocare col latte e rispetti la lotta dei sardi".

E in effetti non è un mistero che la vertenza sia tutt'altro che risolta. La tregua torna a vacillare: non ci sono più proteste sistematiche in tutte le zone dell'Isola come nei primi giorni, ma diversi pastori non rinunciano a manifestare. E continuano anche i blocchi stradali e gli sversamenti di latte, l'ultimo assalto ieri al camion della Cao Formaggi.

I pastori non sono del tutto soddisfatti dal pre-accordo che propone un prezzo del latte a 72 centesimi al litro.

E anche le tre organizzazioni agricole (Confagricoltura, Cia e Copagri) che si sono riunite questa mattina per discutere della vicenda parlano di accordo "insoddisfacente".

Nel comunicato congiunto le tre organizzazioni tuttavia ammoniscono i pastori e chiedono di evitare "eventuali azioni illegali che rischiano di vanificare tutti gli sforzi e i risultati finora raggiunti".

(Unioneonline/L)

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