CRONACA SARDEGNA - OGLIASTRA

approfondimento

Cinque anni senza i salesiani a Lanusei

La fede in don Bosco non muore
ex allievi e cooperatori da sinistra uccio stocchino maria trudu umberto martinelli pietro arzu e tammaro saviano (foto tonio pillonca)
Ex allievi e cooperatori; da sinistra Uccio Stocchino, Maria Trudu, Umberto Martinelli, Pietro Arzu e Tammaro Saviano (foto Tonio Pillonca)

Cinque anni senza salesiani, Lanusei orfano della sua istituzione più cara. Privato della casa madre sarda, don Bosco ritorna tra i giovani ancor nell'opera di ex allievi, cooperatori, uomini e donne di buona volontà che gestiscono accoglienza degli ospiti nel grande caseggiato, oratorio, centro di formazione professionale e colonia marina di Cea. La messa si celebra soltanto la domenica mattina alle 9.30 o nelle giornate di festa in cui si onora il santo di Valdocco. Come il 31 gennaio, quando la famiglia salesiana chiama se stessa a raccolta. Neanche quest'anno ha voluto fare eccezione, nonostante i sacerdoti abbiano lasciato Lanusei. Tradizionalmente - si ricorda nella lettera di invito alla festa - i salesiani, quando erano presenti, erano soliti salutare gli amici di don Bosco, cooperatori, ex allievi, oratoriani e benefattori invitandoli a un'agape fraterna, e al pomeriggio alla santa messa, solitamente celebrata dal vescovo in comunione con i sacerdoti della congregazione. Ora si cerca di mitigare il vuoto lasciato provando a mantenere in piedi tutte le iniziative e le manifestazioni istituite dai salesiani. Non è semplice, visto che oggi non c'è più neanche la cuoca. Pertanto è difficile garantire le attenzioni a cui si era abituati". Pranzo comunitario e messa comunque si fanno anche quest'anno.

Don Luigi Ortu, ultimo direttore dell'istituto salesiano di Lanusei (foto Tonio Pillonca)
Don Luigi Ortu, ultimo direttore dell'istituto salesiano di Lanusei (foto Tonio Pillonca)

QUEL CHE RESTA - La tradizione resiste. Cinque anni fa a san Giovanni Bosco non è riuscito l'ennesimo prodigio, sebbene sia specialista nel ramo. Creando la sua opera di dimensione planetaria, secondo alcuni osservatori, il prete di Valdocco fece un miracolo più grande di tutti quelli attribuiti al santo di Pietralcina messi insieme. Come riescono a fare i soldi i salesiani? È o non è questo uno dei misteri irrisolti della cristianità? Nonostante una straordinaria forza economica, la mancanza di vocazioni ha fatto sì che nell'Isola chiudessero i battenti gli istituti salesiani di Lanusei, Santu Lussurgiu, Arborea, San Giorgio a Sassari e Selargius. In Ogliastra rimangono operative l'Unione degli ex allievi, 87 tesserati, presidente Umberto Martinelli, e l'associazione dei cooperatori, al vertice Maria Trudu e Pietro Arzu, mentre alcuni ragazzi provvedono a far funzionare la casa e l'oratorio. Aniello Graziano è il responsabile dell'accoglienza degli ospiti. Resta viva anche la colonia marina di Cea, interessata da robusti lavori di ristrutturazione.

L'istituto salesiano di Lanusei (foto Tonio Pillonca)
L'istituto salesiano di Lanusei (foto Tonio Pillonca)

FORMAZIONE PROFESSIONALE - E proprio in questi giorni il Cnos-Fap Sardegna, la scuola di formazione professionale dei salesiani, riprende le attività a Lanusei. Per il 2020 propone il corso per operatore elettrico. Il percorso triennale è rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 17 anni in possesso del titolo di terza media. Il corso per elettricista, l'unico del genere in tutta l'Ogliastra, permette il conseguimento della qualifica regionale e l'accesso al mondo del lavoro. Sono inoltre in programma due corsi rivolti ad adulti disoccupati over 35, uno per pizzaiolo ed un altro per segreteria d'azienda, e un terzo per ragazzi tra 19 e 29 anni come programmatore software. "Il Cnos-Fap - ricorda in una nota il coordinatore della sede oglistrina, Giovanni Idili - è operativo in Ogliastra da più di 30 anni. In questo lungo periodo ha formato e accompagnato al lavoro migliaia di giovani. Lo ha fatto ponendo al centro dell'attenzione più che lo studente il ragazzo che, in collaborazione con la famiglia, ha contribuito a formare come lavoratore e come uomo".

L'adorazione della reliquia di don Bosco in un pellegrinaggio al tempio di Lanusei (Archivio L'Unione Sarda - foto Ettore Loi)
L'adorazione della reliquia di don Bosco in un pellegrinaggio al tempio di Lanusei (Archivio L'Unione Sarda - foto Ettore Loi)

STORIA - I primi salesiani arrivarono a Lanusei nel 1898, auspice don Michele Rua, primo successore di don Bosco. Da allora si scrisse una storia luminosa. L'alfabetizzazione nel centro della Sardegna passò attraverso i salesiani di Lanusei. Giunsero studenti da ogni zona dell'Isola, comprese le città di Sassari e Cagliari. Negli anni cinquanta si contavano trecento collegiali e venti confratelli. Sono lontanissimi anche se ben impressi nella memoria di chi li ha vissuti i tempi in cui le scuole medie e il ginnasio dei salesiani di Lanusei formavano mezza classe dirigente sarda. Stando agli allievi illustri, due su tutti, che non a caso si chiamavano Giovanni, come don Bosco: l'accademico dei Lincei Giovanni Lilliu e il procuratore generale della Sardegna Giovanni Viarengo.

Studenti del ginnasio salesiano di Lanusei a fine degli anni Settanta con i loro insegnanti di greco don Luigi Silvestri (a sinistra) e di italiano don Orlando Cruccas (in alto a destra) (foto Salesiani Lanusei)
Studenti del ginnasio salesiano di Lanusei a fine degli anni Settanta con i loro insegnanti di greco don Luigi Silvestri (a sinistra) e di italiano don Orlando Cruccas (in alto a destra) (foto Salesiani Lanusei)

AMARCORD - I ricordi di chi ha studiato a Lanusei si accavallano dolcissimi, vanno da don Giuseppe Federici, straordinario insegnante di latino e greco, a don Orlando Cruccas, salesiano di una modernità assoluta, cattolico democratico nell'accezione migliore del termine, rigorosamente antifascista, in grado di calamitare più di ogni altro sostegno ed entusiasmo per la famiglia salesiana. A Frascati il sacerdote di Mogoro era in grado di comporre una squadra di calcio schierando come coppia di interni quella formata da Bruno Conti e Vincenzino D'Amico, allora ragazzini ma già osservati speciali come futuri talenti. Fine intellettuale, in cattedra come dal pulpito si faceva ascoltare. Qualche studente che frequentò il ginnasio salesiano alla fine degli anni settanta vive ancora nella paura di imbattersi in don Luigi Silvestri. Se ne andò da Lanusei promettendo ai suoi allievi che, se li avesse incontrati di nuovo, avrebbe chiesto loro di coniugare un verbo irregolare greco. È morto due anni fa, ma la sua leggenda vive. Un refolo ha portato via improvvisamente e troppo presto anche don Amilcare Gambella, altro uomo di lettere, direttore a Lanusei e negli ultimi anni parroco amatissimo a Carbonia. Frequentano ancora l'Ogliastra e Lanusei anche se la missione li ha portati lontano due sacerdoti villagrandesi doc, come don Marcello Mighela e don Mario Murru. È passato alla storia come l'ultimo direttore dei salesiani di Lanusei don Luigi Ortu, campidanese di Serramanna, andato via dall'Ogliastra ad agosto del 2015 dopo ventun anni di presenza continua, da rettore del tempio, economo, direttore dell'istituto e dell'oratorio, cappellano del carcere. «Ai fedeli - osservava nel giorno del commiato - mancherà soprattutto l'assistenza spirituale. Chi voleva confessarsi ci trovava a qualsiasi ora del giorno. A novembre erano tante le messe di suffragio per i defunti». I salesiani restano missionari in Madagascar e in Terra Santa, ma a Lanusei non ci sono più. E la speranza di riportarli è morta e sepolta. Umberto Martinelli, presidente degli ex allievi di Lanusei, ha avuto ripetuti colloqui con l'ispettoria salesiana dell'Italia centrale. Infruttuosi. Eppure, nonostante tutto, don Bosco ritorna ancora tra i giovani di Lanusei. Nel giorno della sua festa, il 31 gennaio.

San Giovanni Bosco, fondatore della congregazione salesiana (foto Salesiani Don Bosco)
San Giovanni Bosco, fondatore della congregazione salesiana (foto Salesiani Don Bosco)

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