CRONACA SARDEGNA - MEDIO CAMPIDANO

il racconto

Il virus fa paura: la domenica in Costa Verde è spettrale

Viaggio dal Medio Campidano verso Arbus, tra controlli dei carabinieri e strade deserte. Tre ragazzi fermati: "Veniamo da Livigno"

Cielo terso, blu cobalto, l'auto alle ore 10 del mattino segna 19 gradi. Una giornata primaverile, forse la prima dell'anno, da escursione con gli amici, la famiglia, l'ideale per godersi la natura selvaggia che solo la Costa Verde può regalare. Ma questa giornata nasconde una drammatica realtà: il Coronavirus in agguato ha profondamente modificato le nostre abitudini. Il nostro viaggio inizia alle 9.30 del mattino, si parte dal Medio Campidano verso il litorale della costa di Arbus lungo 67 chilometri.

La strada da percorrere è obbligatoria e ci immettiamo subito nella statale 196 al km 30.

In 10 minuti siamo nella cittadina di Gonnosfanadiga, dove il sindaco Fausto Orrù si prodiga ogni giorno per aiutare e rasserenare i suoi concittadini. Uscita del paese, direzione Guspini, la scena è spettrale: nemmeno un'auto fino all'incrocio della strada che ci porta a Sant'Antonio di Santadi.

Arbus, una strada deserta (Foto G.Deidda)
Arbus, una strada deserta (Foto G.Deidda)

Ci avviciniamo alle zone costiere dove in tanti sarebbero arrivati dal nord Italia per trascorrere il periodo di "isolamento" nella seconda casa. Nemmeno il tempo di riflettere su questa strana giornata che una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Villacidro ci ferma immediatamente.

Con autocertificazione e documenti alla mano rispondiamo alle domande dei militari e attendiamo che dalla centrale operativa confermino sia tutto in regola. Un carabiniere aguzza lo sguardo per capire chi stia arrivando in lontananza, come se avesse intuito qualcosa e agita la paletta per fermare un'auto con a bordo tre ragazzi. Uno di loro chiede se può scendere. Permesso accordato. Con in mano l'autocertificazione parla con uno dei due carabinieri e descrive il tragitto che li ha portati in Sardegna, nella Costa Verde.

"Siamo partiti ieri mattina da Livigno", risponde ai militari uno dei tre ragazzi fermati all'ingresso di Sant'Antonio di Santadi all'altezza della base militare.

"Ci siamo - aggiunge - imbarcati ieri a Livorno, la Moby aveva già chiuso, mentre la Grimaldi non aveva ancora ricevuto notifica e il viaggio lo ha fatto comunque".

I ragazzi alloggeranno all'interno dell'abitazione di un villaggio poco distante: "Abbiamo una casa pronta che ci aspetta con all'interno anche i viveri".

I forestali con le mascherine (Foto G.Deidda)
I forestali con le mascherine (Foto G.Deidda)

Il viaggio riprende verso Torre dei Corsari dove incrociamo un signore che al rumore dell'auto si mette subito a correre, ma di podista aveva ben poco. Ci guarda con un sospiro di sollievo e si intrufola all'interno di una stradina. All'altezza della Torre incrociamo gli uomini del Corpo Forestale della stazione navale di Oristano. Coi binocoli scrutano l'orizzonte alla ricerca di qualche sprovveduto come nei giorni scorsi, beccato a farsi il bagno. Ecco passarci a fianco un'altra pattuglia dei carabinieri. La zona è controllata, impossibile farla franca. Nella strada del ritorno intravediamo nuovamente gli uomini della Forestale alle prese con una donna anziana che cerca di uscire dalla sbarra del condominio Costa D'Oro - dice lei ad alta voce - per andare a Lunamatrona per sistemare la cucina. I ranger cercano di farla desistere e rientrare nella sua abitazione.

Una signora poco distante dallo storico locale della Cambusa sta spazzando il cortile con la testa china e sguardo incredulo e sofferente racconta con grande preoccupazione che avrebbero già dovuto aprire, ma le saracinesche abbassate non lasciano scampo a interpretazioni. Un'altra donna lungo la strada col cellulare in mano. "Tutto bene signora? Guardi ho appena letto sul sito dell'Unione del primo morto in Sardegna per Coronavirus".

Arbus (wikipedia)
Arbus (wikipedia)

Riprende il cammino senza nemmeno salutare, forse impaurita dalla notizia. In poco tempo arriviamo a Piscinas senza mai incrociare un'auto lungo il tragitto, attraversando i vari villaggi e soffermandoci nell'ex colonia di Funtanazza incrociamo due camperisti belga, appena identificati dalla Forestale.

L'hotel Le Dune è dannatamente silenzioso e la spiaggia di Piscinas ospita uno stormo di gabbiani. Gli unici a godersi una delle spiagge più affascinanti e selvagge d'Europa.

Il litorale di Arbus (Foto G.Deidda)
Il litorale di Arbus (Foto G.Deidda)

Il viaggio prosegue verso il paesino di Arbus, niente auto e una volta giunti nel "capoluogo" della Costa Verde incrociamo un anziano a godersi il sole caldo di una domenica spettrale. Mezz'ora ci separa dal punto di partenza dove incroceremo solo qualche auto.

Lungo il litorale della costa di Arbus pochi vacanzieri, molte forze dell'ordine. Forse la gente ha capito, forse. Si deve stare in casa e uscire solo se strettamente necessario.

#andratuttobene #iostoacasa

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