CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

l'inchiesta

Turbata libertà degli incanti: tre indagati in Sardegna

La vicenda riguarda appalti pilotati in questura e all'Esercito
i provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri di dolianova (archivio l unione sarda)
I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri di Dolianova (Archivio L'Unione Sarda)

Grazie alla solida amicizia con due lavoratori della Questura di Cagliari e dell'Esercito, l'imprenditore Antoniano Putzu, 65 anni, di Villaspeciosa, titolare della ditta Elco sarda, veniva informato con dovizia di particolari della presenza di appalti banditi dalle due amministrazioni pubbliche: numero di partecipanti, tipo di offerta, scadenza dei termini. Così riusciva a presentare la proposta migliore, a volte svantaggiosa per le casse pubbliche, e a ottenere i lavori il cui valore oscillava da un minimo di 4mila a un massimo di 39.900 euro.

Pratica scorretta, che il codice penale chiama turbata libertà degli incanti. La scoperta è dei carabinieri della Compagnia di Dolianova, che questa mattina su ordine della giudice delle indagini preliminari Ermengarda Ferrarese hanno eseguito tre provvedimenti interdittivi a carico di altrettante persone messe sotto indagine dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia (che aveva chiesto gli arresti domiciliari): oltre Putzu, ci sono Salvatore Venuti, 53 anni, originario di Catania ma residente a Selargius, tenente colonnello dell'Esercito in servizio al Dipartimento militare di Medicina legale a Cagliari, ed Enrico Marci, 53, di Settimo, dipendente civile della Polizia in servizio all'ufficio Tecnico logistico della Questura. Marci è accusato anche di falso e, assieme a Putzu, di induzione indebita a dare o promettere utilità per essersi fatto promettere dall'impresario il pagamento dell'allenatore della squadra di calcio nella quale giocava il figlio a Selargius (500 euro).

Venuti e Marci dovrebbero essere sospesi dal servizio, Putzu ha il divieto di avere rapporti con la pubblica amministrazione. Sono sotto indagine anche Roberto Campus, 60 anni, persona di fiducia della società Imperial costruzioni, e Roberto Zedda, 60, rappresentante legale della ditta, entrambi di Quartucciu.

Cinque le gare truccate secondo il magistrato inquirente: due bandite dall'Esercito, tre dalla Polizia.

L'inchiesta è nata da quella sul sistema di gestione degli appalti pubblici in Trexenta che vede sotto accusa 19 persone accusate a vario titolo di peculato, turbativa d'asta, induzione indebita, falso e truffa. Tra loro c'è Fabrizio Mereu, ex sindaco di Ortacesus ed ex presidente dell'Unione dei Comuni. Nel corso delle investigazioni i militari hanno scoperto che Putzu aveva contatti col primo cittadino e individuato altri episodi ritenuti di interesse.

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