CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

sanità

Punti nascita: il ministero dice sì al Cto di Iglesias, no a Tempio, "ni" alla Maddalena

"Schiaffo alle mamme sarde", attacca l'assessore Nieddu
il cto di iglesias (archivio l unione sarda)
Il Cto di Iglesias (archivio L'Unione Sarda)

Sì alal Cto di Iglesias, "ni" alla Maddalena, no a Tempio Pausania.

Il ministero della Salute ha comunicato alla Regione la risposta alla richiesta di deroga per i punti nascita degli ospedali Cto di Iglesias, Paolo Dettori di Tempio Pausania e Paolo Merlo di La Maddalena.

Lo fa sapere la Regione, specificando che il ministero ha detto sì a Iglesias, no a Tempio Pausania, mentre ha rilasciato un parere interlocutorio sul punto nascita alla Maddalena.

"Da Roma ancora un segnale di poca attenzione per i problemi del nostro territorio - dichiara Christian Solinas -, in particolare, per ciò che riguarda il punto nascita di La Maddalena registriamo scarsa sensibilità per la condizione peculiare dovuta alla doppia insularità. La tutela della salute dei sardi è per noi prioritaria. La Sardegna affronta i delicati temi dello spopolamento e del calo delle nascite, tendenze che contrastiamo con ogni sforzo. Non possiamo accettare logiche rivolte al taglio dei servizi".

"Ennesimo schiaffo alle mamme della Sardegna", attacca l'assessore Nieddu. "Chiusura netta su Tempio, su La Maddalena, dopo aver atteso risposta per oltre un anno, tutto quello che ci viene proposto è un estenuante rimpallo con un'ulteriori richiesta di approfondimenti. L'unica nota positiva è rappresentata dal parere espresso sul punto nascita di Iglesias, a testimonianza che avevamo ragione a intraprendere questa strada. Ma non saremo mai soddisfatti finché a tutte le partorienti della Sardegna non saranno garantiti gli stessi diritti".

I PARERI - L'istanza era stata formalizzata dall'assessorato della Sanità e trasmessa a Roma il 31 gennaio scorso al fine di superare i limiti stabiliti dalla normativa nazionale per i punti nascita considerati 'sub-standard', cioè quelli in cui si registrano meno di 500 parti l'anno. Obiettivo della richiesta: scongiurare la chiusura del punto nascita di Iglesias e riavviare le attività già sospese negli ospedali della Gallura.

Semaforo verde per la deroga di un anno al Cto di Iglesias. Nonostante il calo dei parti tra 2018 e 2019 (da 356 a 276), il punto nascita di Iglesias, l'unico del Sulcis, con un bacino di 130mila utenti, è stato riconosciuto come riferimento anche per diverse neo-mamme provenienti da Comuni che appartengono ad altre Assl.

Negativo, invece, il parere sul Paolo Dettori. Una risposta basata, tra le altre cose, sulla premessa per cui la richiesta di deroga non sarebbe stata giustificata in ragione del basso numero di utenti.

Diversa la posizione sul Paolo Merlo de La Maddalena, per cui il Ministero, pur dichiarando, al momento, di non potersi esprimere in modo favorevole, ha aperto a una fase interlocutoria.

"Le peculiarità del territorio di Tempio e La Maddalena - precisa Nieddu - e in particolare l'insularità di quest'ultima, non sembra siano state prese in grande considerazione nella formulazione del parere. Le risposte che abbiamo ricevuto evidenziano la necessità di rivedere i criteri definiti dal Decreto ministeriale del 2015, che legano la sopravvivenza dei servizi sanitari a parametri troppo rigidi che non considerano le specificità geografiche e demografiche della Sardegna, con il risultato di creare ulteriore svantaggio e disparità fra i territori".

"Sul punto nascita del Paolo Merlo il Ministero decide di non decidere - conclude l'assessore - ma i nostri obiettivi non sono cambiati. Proseguiremo l'interlocuzione con Roma dando immediatamente seguito all'approfondimento richiesto".

(Unioneonline/L)

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