CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

l'epidemia

Tamponi agli scolari, nell'Isola sistema in tilt. Le Usca: "Per noi un superlavoro"

"Ci stiamo trovando a lavorare ogni giorno con tanti bambini che non hanno praticamente niente e ai quali dobbiamo fare il tampone"
(archivio l unione sarda)
(archivio L'Unione Sarda)

Dopo un'assenza con sintomi sospetti, ha chiarito ieri la circolare del ministero della Salute, non si torna in classe senza il referto di un tampone negativo che attesti anche l'avvenuta guarigione.

Vale per gli alunni, per gli insegnanti e per tutti gli operatori scolastici. Disposizioni che, se evidentemente necessarie per controllare il diffondersi dell'epidemia, aggiungono un'ulteriore pesantissima mole di lavoro alla macchina dei tamponi: gli operatori che devono fare i prelievi per il test (ovvero liquidi e saliva da naso e faringe) e i laboratori che devono processare questi campioni.

Un sistema già sotto stress in Sardegna dove l'impennata dei contagi ha fatto salire il livello d'allerta e della sorveglianza con una media di 1.800 tamponi effettuati ogni giorno. Tamponi che poi devono essere esaminati con metodiche di biologia molecolare dai tempi già piuttosto lunghi, mentre ancora i laboratori privati non figurano nell'elenco dei centri autorizzati e il lavoro viene svolto solo dalle strutture pubbliche e dal Mater Olbia.

Per non parlare delle Usca, le squadre che monitorano i positivi a domicilio (ben 1.650 persone) e che fanno i prelievi per i tamponi non solo dei pazienti in quarantena ma pure dei loro contatti. Ora anche dei bambini. L'Usca dell'Ogliastra, per dire, in pochi giorni ha dovuto fare il test a quindici piccoli. "Una situazione che per noi sta diventando un aggravio di lavoro notevole", dice il dottor Natalino Meloni, responsabile della squadra territoriale che ha sede a Barisardo.

"Basta uno starnuto e portano il bambino dal pediatra, questo fa subito una scheda di primo contatto che manda all'Igiene pubblica e quindi viene girato tutto a noi. Per cui ci stiamo trovando a lavorare ogni santo giorno con tanti bambini che non hanno praticamente niente e ai quali dobbiamo fare il tampone".

La normativa, spiega il medico, "dice che deve passare tutto al dipartimento di prevenzione, ma il punto è che questo poi gira tutto a noi. Per cui adesso, a noi che non siamo pediatri, ci viene chiesto di fare anche i prelievi per i tamponi di pazienti molto piccoli".

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