CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

l'inchiesta

Il piano segreto dei signori del vento: mille pale galleggianti sul mare sardo

Il guru dell'eolico in acqua annuncia la strategia
alex sorokin (archivio l unione sarda)
Alex Sorokin (Archivio L'Unione Sarda)

Alex Sorokin è nato tra un colpo di maestrale e uno di libeccio, un po' italiano e un po' australiano. Nella vita professionale parla inglese, italiano, tedesco e russo. Viso severo, pizzetto d'ordinanza, incedere da ingegnere senza cuore. Della Sardegna sa poco o niente, ma lui è uno che bada alla sostanza. Potrebbe girare le insenature dell'isola facendo a meno di una borraccia d'acqua ma nessuno gli chieda di rinunciare all'anemometro. Da una vita è assillato dalla misurazione del vento, quanto è forte e quanto resistente.

Il figlio del vento

Per questo poliglotta, figlio del vento, l'Isola dei Nuraghi è semplicemente la casa di Eolo, nelle coste prima di tutto. Da anni è il guru dell'energia eolica a mare, a lui si rivolgono le società leader nel mondo quando c'è da fare business a piene mani con i soffi della natura. Consulente energetico internazionale e da sempre collegato alle grandi industrie, dalla Deutsche Babcock alla Technipetrol, dall'Agip all'Ansaldo. Gira per il mondo e non si stanca di ripetere che la Sardegna e la Sicilia sono il nuovo Eldorado per i nuovi colonizzatori dell'energia. Dispensa consigli e consulenze, traccia orizzonti e come i rabdomanti con l'acqua, indica dove c'è il vento. Non è un caso che l'ingegnere dell'eolico a mare sia intervenuto senza pudore e senza riserve sul progetto con il quale si pianifica l'invasione di pale eoliche galleggianti a due passi da Porto Flavia, nel cuore della rotta dei tonni. Progetto promosso senza appello, cancellata la riserva sul sistema di galleggiamento, con un parere che lo salva senza mezze misure. La tecnica proposta per l'impianto sardo - incensa l'ingegnere - è molto interessante e innovativa, anche se mai è stato testato in grande scala e in mare aperto. Sorokin, però, è il vero portavoce di un piano strategico che mira ad invadere le coste della Sardegna di pale eoliche galleggianti. Invasione vera, senza se e senza ma. Le sue parole sono fucilate di maestrale in pieno volto. Con inflessione tedesca e tono anglosassone parla a ruota libera della Sardegna nel mondo specializzato dei media scientifici e di settore. Un rompighiaccio, come se l'avessero mandato in avanscoperta i nuovi missionari di fratello vento. Il suo ragionamento è sconfinato, dalla Sicilia alla Sardegna. È profetico: le due isole saranno certamente protagoniste in questo nuovo scenario di eolico off-shore.

L'invasione delle torri

Abbandona il versante siculo e si concentra su quello sardo e sentenzia: «I fondali adatti intorno alla Sardegna, a oltre 20 km dalla costa, ammontano a circa 5.000 kmq, per cui, sfruttandone anche soltanto una piccola parte, la Sardegna potrebbe ospitare oltre 1000 turbine per un totale di 10.000 MW di potenza installata». Con i numeri questo signore non ci va giù leggero. Se tra Carloforte e Buggerru, secondo i canoni di valutazione di Sorokin, si sono tenuti stretti con "appena" 42 pale eoliche alte quasi 300 metri, la strategia dell'australiano in salsa italiana va oltre ogni sconfinato limite arrivando a prevedere in mezzo al mare mille torri galleggianti posizionate sul versante occidentale dell'Isola, quello, secondo il suo anemometro, più ventoso in assoluto. Lo stratega dell'invasione eolica a mare della Sardegna fa anche i conti in tasca all'operazione: l'Isola potrebbe produrre dal vento il triplo dell'attuale proprio fabbisogno elettrico, che sarebbe pari al 10% del fabbisogno italiano con la possibilità di esportare questa elettricità verso il continente. Resta un piccolo particolare che sfugge al figlio di Eolo: la Sardegna non solo ci guadagnerebbe niente, ma ci rimetterebbe il mare, le coste e la navigabilità. Poca roba per questi novelli sfruttatori di maestrale, visto che per quelle mille pale in mezzo al mare guadagnerebbero miliardi di euro all'anno senza pudore, ovviamente tutti denari prelevati dalle tasche delle bollette, anche dei sardi. Nella silenziosa invasione eolica a mare emerge la prima pagina digitale di una delle più grandi imprese italiane di progettazione e non solo, la Proger, per intenderci quella alla quale Autostrade per l'Italia ha appena affidato le attività di sorveglianza sulle oltre 1900 opere d'arte della rete autostradale.

La legge uguale per tutti

Tra i progetti messi in bella vista dalla società presieduta da Chicco Testa, già numero uno dell'Enel e presidente di Sorgenia, l'ex società energetica di De Benedetti, c'è un parco eolico a mare. Progetto senza scrupoli presentato qualche anno fa a largo delle coste oristanesi, proprio davanti al poligono di Capo Frasca. Incursione respinta dal Tar Lazio che aveva rigettato il ricorso della Interconsult srl, la società che aveva presentato il primo progetto di parco eolico nel mare di Sardegna. In quel caso 42 aerogeneratori nello specchio acqueo del Golfo di Oristano. Per i giudici amministrativi era legittimo il no della capitaneria di Porto di Oristano. Argomentazioni severe: palese incompatibilità del progetto con la sicurezza della navigazione e con le caratteristiche dell'area. Le mille pale di Sorokin e le 42 previste tra Carloforte e dintorni, se la legge fosse uguale per tutti, dovrebbero metterle altrove, non certo nei mari degli antichi Shardana.

Mauro Pili

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}