ECONOMIA

la vertenza

Incontro a Roma su Porto Canale: "Per il rilancio servono Zes e zona franca"

I sindacati chiedono anche "l'eliminazione dei vincoli paesaggistici" che impediscono l'edificazione delle infrastrutture necessarie allo scalo
porto canale (archivio l unione sarda foto artizzu)
Porto Canale (Archivio L'Unione Sarda - foto Artizzu)

"Passo avanti per il Porto Canale di Cagliari, ma gli impegni presi devono diventare presto fatti".

Questa la posizione espressa dalla Cgil al termine dei lavori del tavolo interministeriale che si è tenuto ieri a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, e che ha coinvolto sindacati, Regione e Governo.

"Consideriamo importante - ha detto la segretaria Filt Cgil di Cagliari, Massimiliana Tocco, presente all'incontro - la discussione ma aspettiamo che si traducano in atti concreti gli impegni presi sull'istituzione di Zes, zona franca doganale e sul superamento dei vincoli paesaggistici in vista della call internazionale che ha necessità di essere sostanziata da elementi concreti, insieme agli investimenti di 94 milioni di euro previsti per le infrastrutture, che rendano appetibile il porto industriale di Cagliari".

Insomma, il Porto Canale non deve essere lasciato da solo.

"L'auspicio è che i soggetti coinvolti lavorino all'unisono per promuovere e rilanciare il porto di transhipment come importante motore di sviluppo per il territorio di Cagliari e per tutta la Sardegna", ha detto ancora.

Dal vertice per i dipendenti Cict in cassa integrazione. "L'attuale fase di sostegno al reddito dei lavoratori - ha concluso Tocco - ha proprio l'obiettivo di accompagnarli verso il riavvio delle attività portuali e che l'auspicio è che possano rientrare al lavoro al più presto".

Presente al vertice nella capitale anche il segretario nazionale della Fit-Cisl Maurizio Diamante.

"Abbiamo rappresentato le difficoltà e i vincoli da superare che attualmente non permettono il rilancio del terminal, in primis il tema dell'impatto ambientale ma anche il necessario sblocco della Zes e della Zona Franca. Abbiamo chiesto interventi urgenti a fronte della imminente pubblicazione della call internazionale. Nei 12 mesi di cassa integrazione straordinaria è necessario dare risposte urgenti ai 206 lavoratori coinvolti.

"Il Mise, nel dare la massima urgenza alla vertenza, insieme alle altre istituzioni presenti, ha convenuto con noi - conclude Diamante - di tenere aperto il tavolo interministeriale, con l'impegno di riconvocarci entro il mese di febbraio per valutare i passi avanti compiuti".

(Unioneonline/F)

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