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Piano casa, gli architetti sardi: "La legge va corretta in almeno 5 punti"

Critiche anche dalla Confederazione Italiana Agricoltori sull'edificazione dei terreni agricoli
(ansa)
(Ansa)

Piano casa in arrivo in Consiglio regionale per la presentazione degli emendamenti in vista del sì entro l'anno. Gli architetti sardi criticano il testo, che arriverà in aula mercoledì 23, chiedendo cinque modifiche urgenti. Innanzitutto sugli ampliamenti volumetrici.

"Non abbiamo riserve ideologiche - dice la presidente dell'Ordine degli Architetti della Città metropolitana di Cagliari e Sud Sardegna, Teresa De Montis - siamo progettisti e intendiamo promuovere anche l'esigenza di nuove architetture fortemente contemporanee.

Pretendiamo però che, se si prevedono dei bonus volumetrici extra pianificazione, questi siano legati effettivamente ed efficacemente all'edificato esistente".

Si chiede anche l'eliminazione totale della parte in cui il provvedimento offre la possibilità di cessione dei volumi liberamente. Per gli architetti è inoltre necessario un ripensamento per le norme sulle zone agricole. Attenzione anche alla edificabilità di strutture ricettive vicine a luoghi di attrazione.

Secondo i paesaggisti questa opportunità dovrebbe essere eliminata del tutto: "Questa possibilità può incrementare il consumo del suolo senza risolvere il problema dello spopolamento. Per i centri minori delle aree interne, sarebbe opportuno favorire strategie di rivitalizzazione attraverso interventi di recupero e riuso del patrimonio edilizio dismesso o sottoutilizzato. Una misura più efficace - afferma Tiziana Campus, presidente dell'Ordine di Sassari e della Federazione Architetti Sardegna - potrebbe essere quella di favorire una ricettività diffusa attraverso il riuso del patrimonio edilizio accompagnata dalla realizzazione di servizi per la ricettività anche attraverso la nuova edificazione".

Ultimo punto, gli strumenti urbanistici comunali: interventi decisivi subito e non disposizioni che rimandano l'adeguamento delle pianificazioni nei territori.

Critiche arrivano anche dalla Confederazione Italiana Agricoltori della Sardegna

Molti i dubbi: "Vengono introdotte - spiega il presidente regionale Francesco Erbì - modifiche e innovazioni normative che riguardano le aree agricole, per cui basterà essere proprietari di un ettaro per poter edificare, senza la necessità di essere agricoltori o imprenditori agricoli di professione. Tra le pieghe della norma c'è spazio edificatorio, in deroga, anche per chi possiede mille metri di terreno".

A preoccupare sono le ricadute che il Piano Casa potrebbe avere sull'agricoltura: "Non vorremmo che la possibilità di costruire nell'agro a prescindere e solo perché si ha la disponibilità della terra provocasse un ulteriore frazionamento delle superfici agrarie - aggiunge - la norma così prevista potrebbe dare origine a ulteriori irrigidimenti della proprietà della terra, concorrendo alla formazione di ulteriori speculazioni, di cui gli agricoltori non hanno certamente bisogno". "Auspichiamo che nella formulazione e approvazione di una norma di tale portata si ritorni al metodo concertativo, unico in grado di garantire un confronto democratico reale", conclude Erbì evidenziando che Il disegno di legge 108/2020 "si propone d'intervenire anche sul suolo agrario e forestale che rappresenta il 95% del suolo regionale".

(Unioneonline/F)

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