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Il Covid dimezza i fatturati, a rischio un'impresa sarda su due

Lo studio di Confartigianato: il bilancio degli ultimi mesi per le piccole realtà sarde è devastante
foto simbolo (pixabay)
Foto simbolo (Pixabay)

Il coronavirus ha affossato i conti delle imprese anche in Sardegna, soprattutto quelle artigiane.

E' quanto emerge dal report "Covid-19 Sardegna. La lenta ripresa", realizzato dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna: le piccole realtà sarde, nel bimestre marzo-aprile, hanno più che dimezzato il proprio fatturato, registrando un calo del 56% del giro d'affari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, il 56,1% delle attività sta risentendo della mancanza di liquidità, mentre il 48,8% prevede, fino a fine anno, "seri rischi operativi e di sostenibilità".

Tra marzo e giugno, le aperture delle nuove imprese sono calate del 32,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato.

Pesanti le riduzioni nelle attività manifatturiere (-46,9%) e nelle attività di servizi di alloggio e ristorazione (-45,7%).

Segnano il passo anche le costruzioni (-33%). Per ciò che riguarda le assunzioni, il primo trimestre 2020 era partito positivamente con 60mila rapporti di lavoro attivati (-6,6% rispetto al 2019) e con sole 49mila cessazioni, con un saldo positivo di oltre 11mila.

La prima parte del lockdown ha però comportato, in questo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, un crollo delle nuove assunzioni del -38,2% rispetto al saldo del 2019. Nel solo marzo 2020 le assunzioni sono calate del 28%, sempre rispetto all'anno passato. Nelle imprese artigiane, le assunzioni previste dalle imprese a luglio 2020 risultano inferiori del 30,9% rispetto a quelle previste nello stesso periodo del 2019 (-4.170 ingressi in meno previsti a luglio 2020).

Tra aprile e giugno, sono state attivate ben più di 28 milioni di ore tra cassa integrazione e fondi di solidarietà con causale "Covid-19", di cui 17 milioni tra CIG ordinaria e in deroga. Solo a giugno le ore sono state 1,2 milioni per la CIG ordinaria, 2,3 milioni per i Fondi di Solidarietà e 800mila per la CIG in deroga, per un totale di 4,4 milioni di ore autorizzate.

Hanno fatto richiesta di accesso a misure di sostegno della liquidità e del credito il 43,3% delle imprese. Ventimila le domande pervenute dalle imprese sarde al Fondo di garanzia al 27 luglio (91,2% per operazioni fino a 30mila euro). Il trend del credito alle imprese a marzo 2020 segna un -0,7% per le medie grandi imprese e un -0,4% per le piccole.

"Tutti percepiscono le difficoltà che vivono le imprese della Sardegna, soprattutto delle piccole - commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sardegna - però noi crediamo che occorrano i numeri perché si comprenda in pieno la gravità della situazione. Tutto ciò ci spinge a immaginare, e costruire, un nuovo futuro - proseguono - crediamo che per uscire dalla crisi si debba fare leva sul modello del sistema produttivo italiano e sardo, fatto di piccole imprese diffuse sul territorio che vivono di tre sostenibilità: economica, sociale, ambientale".

(Unioneonline/D)

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