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Tirrenia, sindacati in allarme per i mille esuberi annunciati dalla compagnia

Possibili trasferimenti a Portoferraio, Livorno e Milano, "ma nessun rischio su Cagliari"
un traghetto tirrenia (foto l unione sarda calvi)
Un traghetto Tirrenia (foto L'Unione Sarda - Calvi)

"Nessun posto di lavoro verrà perso in Sardegna", in conseguenza della riorganizzazione della Tirrenia. Lo fa sapere lo stesso vettore marittimo spiegando che i 25 operatori dell'Isola continueranno ad operare nelle biglietterie, che non saranno chiuse, mentre l'unico dipendente amministrativo dovrà solo trasferirsi di sede, sempre aCagliari. "Stupisce la presa di posizione del segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu - spiegano dalla Compagnia - che oltretutto non era presente agli incontri, rilasci dichiarazioni non veritiere e non sia stato relazionato dai suoi referenti nazionali".

L'ALLARME - Tirrenia sempre più vicina ai mille esuberi del personale marittimo dal 2020 e alla chiusura delle sedi di Cagliari e Napoli con trasferimento coatto dei dipendenti a Portoferraio, Livorno e Milano.

È quanto emerso da un vertice tenuto ieri tra le organizzazioni sindacali nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e l'azienda che ha annunciato una riorganizzazione, necessaria per via della scadenza della convenzione per la continuità territoriale.

Prospettiva "inverosimile e, qualora confermata, non esiteremmo a respingerla", aggiungono i sindacati che hanno già proclamato lo stato di agitazione.

"La decisione di Tirrenia di voler accorpare presso altre sedi tutte le attività e pratiche amministrative - commenta il segretario generale Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu - potrebbe avere conseguenze gravissime anche nella nostra Isola, dove operano oltre 25 lavoratori diretti, oltre a quelli indiretti".

"Anche qualora il gruppo Tirrenia dovesse riuscire a ricollocare tutti presso altre sedi, così come dichiarato ma non garantito - osserva il sindacalista - per i lavoratori con sede Sardegna sarebbe di fatto un licenziamento mascherato. Infatti, considerata la non più giovane età è quantomeno improbabile che ci si possa spostare dall'oggi al domani senza peraltro alcuna garanzia per il futuro. Inoltre - aggiunge Boeddu - l'Isola perderebbe ancora una volta una fetta di lavoro che si sposterebbe verso altre regioni magari più ricche".

Il segretario Filt Sardegna ha allertato immediatamente anche la struttura nazionale della Cgil "affinché si faccia immediatamente chiarezza su ciò che, senza alcun preavviso e senza alcun motivo, tocca in prima persona il futuro dei lavoratori e dei loro familiari".

Anche per i 65 addetti occupati nella sede di Napoli sarebbe "un durissimo colpo", ha sottolineato Amedeo D'Alessio della Filt Cgil.

(Unioneonline/D)

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