ECONOMIA

cagliari

Tassa di soggiorno, gli albergatori: "Sì, ma se i fondi restano al turismo"

La proposta del sindaco Truzzu apre il dibattito anche tra gli addetti del settore turistico
paolo manca presidente di federalberghi sardegna (foto c raggio)
Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna (Foto C. Raggio)

L'annuncio del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu ha riaperto il dibattito sulla tassa di soggiorno.

Dalle strutture ricettive, hotel ed extra-alberghiero, non arriva il no che un tempo sarebbe stato scontato.

A una condizione però: che i soldi ricavati dalla riscossione del balzello vengano destinati esclusivamente al settore turistico, per migliorare l'offerta e arricchire il pacchetto-vacanze di chi arriva nel capoluogo. Che la tariffa sia di 1 euro o poco più, non cambia: ciò che importa è definire le modalità della tassa assieme alle associazioni di categoria.

Sul tavolo del Comune si dovrà definire il periodo in cui applicarla, quanto sarà l'importo e se il costo sarà proporzionato alla durata della villeggiatura. Federalberghi, associazioni di B&B e Confcommercio dicono la loro: i titolari delle strutture ricettive sono i primi a essere chiamati in causa, conoscendo la realtà in cui il balzello sarà applicato e in conseguenza del quale avranno un ulteriore carico di lavoro, gravando su di loro tutte le incombenze della riscossione.

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