CULTURA

ProgeNia

Nel Dna i bersagli per curare le malattie autoimmuni

Lo studio condotto dal team di Francesco Cucca, professore di genetica umana a Sassari
foto simbolo (pixabay)
Foto simbolo (Pixabay)

I ricercatori ProgeNia e SardiNia hanno identificato i bersagli per le malattie autoimmuni.

Sono state scoperte 120 nuove associazioni tra varianti genetiche e i livelli di almeno uno dei 700 parametri immunologici esaminati. Cinque volte in più rispetto alle conoscenze attuali in materia.

Un risultato che apre la strada a nuove possibilità terapeutiche per le malattie autoimmuni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, è stato condotto dal team guidato da Francesco Cucca, professore di genetica umana a Sassari e associato dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr, su circa 4000 persone in Ogliastra.

LA RICERCA - Oggi l'analisi genetica è uno strumento molto potente. Viene utilizzata per identificare le variazioni della sequenza del Dna in grado di influenzare caratteristiche misurabili del nostro corpo, come i livelli delle cellule e delle molecole solubili nel sangue. È inoltre possibile capire, attraverso analisi statistico-genetiche, quali di esse siano coinvolte nell'insorgenza di malattie umane. In questo modo è possibile formulare corrette ipotesi terapeutiche.

In Ogliastra sono state studiate le conseguenze di circa 20 milioni di varianti della sequenza del Dna su oltre 700 caratteristiche misurabili, dette "tratti quantitativi", rappresentate da diversi tipi di cellule del sistema immune e dalle molecole espresse sulla loro superficie. L'idea geniale di Giuseppe Pilia sul laboratorio genetico Ogliastra continua a dare buoni frutti.

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