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approfondimento

Destinazione Allai, tra musica, parole e antiche pietre

Le meraviglie del borgo del Barigadu: menhir, nuraghi e la casa sull'albero
il ponte romano di allai (foto fiori)
Il ponte romano di Allai (foto Fiori)

È una dimora da sogno ma anche un innovativo progetto sull'architettura ecostenibile. La "casa sull'albero", un edificio in legno in prossimità del rio Massari, è uno dei luoghi identitari di Allai, piccolo borgo del Barigadu. Incastonato nella valle del fiume, ai piedi del Monte Grighine, circondato da colline ricoperte di macchia mediterranea, tra il profumo del lentisco e del mirto, sposa passato e futuro, memoria e identità.

La "casa sull'albero" è stata pensata e realizzata insieme alla "casa sul fiume" in collaborazione con l'associazione "Paesaggi Connessi", il Politecnico di Milano e la NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano nel corso del Master "Paesaggi Straordinari". E' solo uno degli elementi di attrattività del paese che tra festival, paesaggi e menhir rafforza il senso di appartenenza e la sua peculiarità.

Il piccolo centro in provincia di Oristano punta sulla cultura per la crescita sociale ed economica della comunità, come sottolinea il sindaco Antonio Pili: «Allai si trova in una posizione privilegiata, immerso nella natura, in una dimensione in cui è possibile ascoltare il silenzio e lo scorrere del fiume - penso alla "casa sull'albero" come spazio ludico per i bambini ma anche di meditazione. Le nostre radici risalgono alla preistoria, con le statue-menhir e i "nuraghes". La prima attestazione storica del paese è del 1341, il ponte romano ci riporta all'epoca imperiale. Ma ci interessa confrontarci e affrontare la sfida della modernità. L'arte e la cultura, con la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e storico e l'educazione dei giovani (oltre all'attenzione alla sostenibilità ambientale e all'uso dell'energia pulita, dalla torre eolica al fotovoltaico e le auto elettriche) sono le chiavi per il futuro».

Rossella Faa (foto Fiori)
Rossella Faa (foto Fiori)

Su i sipari. Nelle vie e nelle piazze del paese - dove le facciate intonacate sono impreziosite dai murales - risuonano le voci allegre dei bambini, la sera le persone si riuniscono per conversare ma anche per assistere a concerti e spettacoli. Tra luglio e agosto si svolge "Palcoscenici d'Estate" - la manifestazione organizzata dal Teatro del Segno con il patrocinio e il sostegno del Comune di Allai, della Regione Sardegna e del MiBACT che spazia fra prosa e musica, cinema e nouveau cirque. La seconda edizione della kermesse - in programma dal 17 luglio al 17 agosto - propone pièces di teatro di figura - da "La Fantasmagorica Historia del Principe Ragno" diretta e "animata" da Rahul Bernardelli alle marionette e i burattini del Teatro Tages in "Manovella Circus" - ma anche fiabe in scena con "Baracca & Burattori con Cenerentola" e "Il gatto con gli stivali" e la clownerie del poetico "Yes Land" all'insegna del nouveau cirque. "Amori da Palcoscenico" da Shakespeare a Goldoni e Rostand, con Marta Proietti Orzella, Stefano Ledda e la cantante, compositrice e performer Rossella Faa, anche protagonista con Elio Turno Arthemalle di "Predi Antiogu e sa Perpetua", moderna commedia tratta dal poemetto satirico "Sa scomuniga de Predi Antiogu arrettori de Masuddas". E ancora "Senza Fiato" con Pierpaolo Baingiu, "Baroni in Laguna" da un saggio di Giuseppe Fiori, il raffinato "Spogliarello" di Dino Buzzati nella versione di Marco Nateri, "Sei Monologhi da Pirandello" tra sogno e realtà e "Son tutte belle le mamme del mondo?" con Miana Merisi e Luigi Tontoranelli. Invito all'opera con "Le nozze di Figaro" in forma di concerto con l'Orchestra da Camera "Johann Nepomuk Wendt" diretta da Raimondo Mameli e il soprano Federica Cubeddu, l'omaggio a Chavela Vargas ne "L'Ultima Sciamana" di OfficinAcustica, il cinema - dai miti polinesiani di "Oceania" a "Balentes" - il documentario di Lisa Camillo sugli "effetti collaterali" delle esercitazioni militari in Sardegna tra reportage e denuncia.

Il fascino di Allai tra le notti stellate del Barigadu e il complesso montuoso del Grighine, dalle cui vette lo sguardo si apre sulle Giare, fino al Montiferru e al Gennargentu, meta ambita di piacevoli escursioni per cui esiste anche un utile Rifugio, si sposa alla potenza espressiva del teatro.

La casa sull'albero (foto Fiori)
La casa sull'albero (foto Fiori)

Allai - Alay nei documenti spagnoli. Un excursus tra le tradizionali costruzioni di pietra, regala la sorpresa dello stile gotico-catalano tra l'intrico delle strade del centro storico, con il subitaneo aprirsi di slarghi e piazzette, dove gli interventi moderni -come i murales, esempio di arte urbana di matrice novecentesca e la stessa "casa sull'albero" sviluppata intorno a un alto eucalipto - sembrano disegnati per favorire i momenti conviviali e la vita culturale e sociale. Allai - Alay nei documenti spagnoli - è un piccolo borgo di quattrocento anime. Con la sua Biblioteca Comunale e il Museo che custodisce i reperti di età nuragica, con il suo Festival "Palcoscenici d'Estate" che punta sulla drammaturgia contemporanea, accanto alla solida tradizione artigianale degli "iscannos", le tipiche sedie in legno realizzate intrecciando il giunco, sembra aver trovato la sua ricetta per la felicità - nell'incontro e confronto tra le generazioni, che si ritrovano nella piazza, novella agorà, sviluppando anche una sua vocazione turistica in armonia con la natura.

Importanti vestigia del passato.

Il festival è solo un'occasione in più per decidere di fermarsi in questo luogo ricco di meraviglie. Nel centro storico tra le caratteristiche case a corte in pietra scura spicca la Parrocchiale dello Spirito Santo in stile gotico-catalano, edificata tra XVI e XVII secolo con un'unica navata centrale, scandita da archi a sesto acuto, su cui si affacciano diverse cappelle. La chiesa ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli, alla facies originale appartengono il portale e il rosone e parte dell'interno mentre nella cappella maggiore, con volta a crociera, si trova un'acquasantiera dell'XI secolo.

Il territorio è ricco di storia e reperti archeologici - a partire dalle statue-menhir - enigmatiche stele di pietra, per lo più trachite, alcune di arenaria bianca, altre di porfirite scura, preziosa testimonianza di un'arte preistorica: denominate in sardo "pedras fittas" le sculture hanno forma ogivale, con sezione piano convessa oppure di stretto pilastro assottigliato verso l'alto, altre ancora sono caratterizzate dalle dimensioni miniaturistiche. Sul fronte un "volto" a forma di "T" con sopracciglia ricurve e allugate e naso triangolare e nella parte centrale una cornice a "U" rovesciata che spesso contiene un elemento geometrico in rilievo con un "motivo a germoglio o a spiga". Simboli forse di divinità o sovrani, effigi di una femminilità e una virilità arcaiche le statue-menhir di Allai sbarcheranno anche a Matera nella mostra "Dialoghi con Uomini di Pietra".

Sullo stesso altopiano di Pranu Orisa che ha restituito un corpus di una quarantina di statue-menhir sorge il nuraghe Arasseda ed è stata scoperta anche una figurina antropomorfa stilizzata, con gambe e braccia ad U contrapposte, graffita su una parete rocciosa. Tra le vestigia del passato anche il ponte romano - "su ponti ecciu" per gli abitanti del paese, sulla via che conduceva dall'importante avamposto di Forum Traiani (l'odierna Fordongianus) verso l'interno, restaurato in età giudicale e rimasto in uso per due millenni, fino agli inizi del Novecento.

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