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Il Sinis si tinge di viola con la lavanda di Elvio

Nato come un esperimento, è diventato una forma di business
elvio sulas (foto concessa)
Elvio Sulas (foto concessa)

In un angolo di Sardegna, costa Ovest, Penisola del Sinis, Comune di Riola Sardo, cresce una pianta dalle molteplici proprietà benefiche che oltre ad essere cura per il corpo è anche cura dell'anima. Il risultato, a ogni inizio d'estate, è un tripudio di colore viola intenso che riempie gli occhi, accompagnato da un profumo inebriante che sposa perfettamente la vegetazione tipicamente mediterranea della zona. Chissà se Elvio Sulas, quando nel 2003 ha deciso di dar vita a quel progetto che di lì a poco avrebbe preso il nome di "Lavanda di Elvio", immaginava che quel fazzoletto di terra così diverso dalla Provenza, il regno della lavanda, potesse divenire terra di profumi e bellezza, tanto da richiamare migliaia di visitatori tutti gli anni.

L'IDEA - Ci sono voluti anni per portare a compimento un'avventura unica in Sardegna, fatta di passione, impegno, sole e aria buona. "Dopo un viaggio in Provenza ho deciso di dar vita a un campo di lavanda nelle terre che mi hanno cresciuto, in cui giocavo da bambino", racconta Elvio. Riolese, figlio di agricoltori, una vita trascorsa in Telecom Italia, decide di affiancare al vigneto di proprietà il primo filare di lavanda. Da quel momento inizia a produrre olio essenziale, un prodotto unico derivato dalla distillazione dei fiori della lavanda. Oggi alla passione unisce l'esperienza sul campo e quello che era nato quasi come un esperimento è divenuto una forma di business dato che i prodotti varcano costantemente i confini della Sardegna per arrivare via e-commerce ovunque in Italia e nel mondo, aiutati via web dall'intraprendenza di Nicola, il figlio. A maggio di quest'anno il campo di lavanda è stato ampliato non solo in virtù dell'invecchiamento delle piante ma anche per soddisfare la domanda crescente.

Il campo di lavanda a Riola Sardo (foto concessa da Elvio Sulas)
Il campo di lavanda a Riola Sardo (foto concessa da Elvio Sulas)

LA LAVANDA - Il successo è legato in larga parte alle proprietà della pianta. La lavanda viene considerata una pianta speciale alla quale sono riconosciuti storicamente molteplici effetti positivi. Greci e Romani usavano i fiori nell'igiene quotidiana e nella cura della persona sia ingerendola che applicandola su pelle e capelli. L'olio essenziale, frutto della coltivazione della pianta, è ricco di linalolo (in grado di indurre uno stato di rilassamento), acetato di linalile (dalle proprietà antinfiammatorie), limonene (dal potere antiparassitario), cineolo (potente antibatterico), canfora (utile nella cura delle infiammazioni e delle nevralgie) e alfa-terpineolo (dalle proprietà antibiotiche). Alcuni studi collegano addirittura la lavanda, attraverso l'olfatto, all'umore: ridurrebbe lo stress e l'ansia. Sarebbe, in altre parole, un generatore naturale di positività, che in epoca post-Covid certamente non guasta. Può essere utilizzata perfino in cucina, se biologica come in questo caso, per preparare per esempio biscotti lavanda e limone, torte e perfino bibite come il tè alla lavanda o limonata alla lavanda.

La lavanda a Riola (foto concessa da Elvio Sulas)
La lavanda a Riola (foto concessa da Elvio Sulas)

IL TAGLIO - A Riola Sardo ogni anno, a fine giugno, si procede con il taglio della lavanda. Nato quasi per gioco su Facebook, è diventato un appuntamento fisso per amanti della campagna o dei fiori, curiosi, fotografi, reporter, personaggi noti. L'iniziativa social ha raccolto talmente tante adesioni che pian piano è diventato un appuntamento animato da centinaia di persone. Al tam tam mediatico si è sostituito il via vai fisico delle persone. Perfino chi non conosceva questa pianta, attratto dalle sfumature dei colori, ha finito per amare la lavanda tanto che il campo del Sinis diventa spesso set fotografico per matrimoni o modelle. La raccolta e il taglio si svolgono sempre a mano e attraverso la falciatura del fiore e un pezzo di gambo. Anche quest'anno, come da tradizione, l'iniziativa è partita sotto i migliori auspici. "Il taglio si fa la mattina per preservare la qualità del prodotto - continua Elvio - subito dopo il carico di lavanda parte per Silanus, la distillazione è affidata ai professionisti dell'impianto Bio Agri Silla, che ci restituiscono un prodotto eccezionale". Si termina il primo luglio. Il Sinis, in questi giorni, si tinge di viola.

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