CULTURA

La rassegna

Banksy, poeta provocatore della street art: la mostra a Ferrara

L'appuntamento è a Palazzo dei Diamanti fino al 27 settembre
la celebre realizzazione di banksy (foto da google)
La celebre realizzazione di Banksy (foto da google)

Una mostra per celebrare Banksy, il maestro inglese della street art, artista globale misterioso ma non troppo. L'appuntamento è a Ferrara dal 30 maggio al 27 settembre, a Palazzo dei Diamanti.

In esposizione oltre cento opere - scelte dai curatori Stefano Antonelli, Gianluca Marziani e Acoris Andipa da collezioni private - che abbracciano Pop Art, cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta, la comunicazione pubblicitaria e i nuovi linguaggi della scena digitale in un viaggio tra dipinti, serigrafie, sculture, stencil, spray e colori acrilici, nel quale le mosse del personaggio, basate sulla miscela di provocazioni e furbate, poesia e umorismo, visioni alte e strizzatine d'occhio al marketing lo hanno reso una star per lo più snobbata da critica e addetti ai lavori ma molto amata dal grande pubblico.

''Un artista chiamato Banksy'', ideata e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale in collaborazione con Ferrara Arte, lascia dunque parlare le opere del disegnatore di Bristol, nato nel 1974.

Ufficialmente di lui si sa poco o nulla, il suo volto è sconosciuto, parla solo attraverso i suoi collaboratori, anche se una traccia decisiva per identificarlo rimanda nel 2001 agli Easton Cowboys, la squadra di calcio di un sobborgo della città inglese in cui era il portiere.

''In realtà a nessuno interessa sapere chi sia - dice Antonelli, che si occupa di Banksy da venti i anni -. E' un po' come Zorro, l'importante è vederlo all'opera come l'eroe mascherato''.

La raccolta di Palazzo dei Diamanti, seconda tappa di un percorso cominciato a Genova e che proseguirà a Palermo, è un concentrato delle immagini-simbolo dell'autore: dalla ormai mitica Balloon Girl del 2004, con una delle serigrafie della prima tiratura venduta a 35 sterline al giovane di Love is in The Air, dedicata appunto alla contrapposizione tra israeliani e palestinesi. E poi ancora la Toxic Mary, del 2003 con la Vergine che offre al bambino un biberon al veleno, e il Churchill punk con la cresta di capelli verdi.

(Unioneonline/v.l.)

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