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Rinnovata la tradizione di Su Nenniri

Il rito si è ripetuto in forma ridotta
l antico altare della chiesetta di sant antonio abate addobbata con su nenniri (foto angelo cucca)
L'antico altare della chiesetta di Sant'Antonio Abate, addobbata con Su Nenniri (foto Angelo Cucca)

La tradizione di Su Nenniri, nella chiesetta di Sant'Antonio Abate fuori le mura, il luogo di culto più antico della città, viene mantenuta nonostante l'emergenza coronavirus.

Quel che è certo è che le porte della chiesa rimarranno chiuse, e i numerosi fedeli non potranno, come negli scorsi anni, ammirare i preziosi germogli.

L'allestimento di dodici piante, quest'anno decorate in tono minore, è stato esposto nella serata nella cappella più antica del santuario. Su Nenniri, tradizione millenaria, simbolo di rinascita e fertilità, viene preparato nel giorno delle ceneri, con la semina di grano e lenticchia nei vasi che vengono tenuti rigorosamente al buio fino alla sera del Giovedì Santo, quando i germogli di un colore tra il bianco e il giallo vengono esposti davanti al tabernacolo delle chiese.

"Nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando, abbiamo ritenuto opportuno non interrompere quest'antichissima tradizione - spiega Marco Cani, uno dei curatori della chiesa -. Dopo la messa in Coena Domini, si addobba l'altare della reposizione con queste fioriture, che rappresentano uno dei simboli più importanti della cristianità".

Oggi il rito si è ripetuto in forma ridotta: delle venticinque persone, che ogni anno partecipano ai preparativi, solo due, nel rispetto delle norme sanitarie, hanno potuto rinnovare la tradizione

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