CULTURA

APPROFONDIMENTO

Galtellì onora Grazia Deledda con musica teatro e riflessione

Il servo Efix di Canne al vento nella realtà era Diegu
il coro voches e ammentos (foto voches e ammentos de garteddi)
Il coro Voches 'e Ammentos (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)

Il tributo di Galtellì a Grazia Deledda si rivela inesauribile, attinge a un pozzo infinito di ricerche, studi, passione. E le manifestazioni per celebrare la scrittrice nuorese premio Nobel, tutte sostenute con vigore dall’amministrazione comunale, si susseguono a ritmo incessante. A metà ottobre è stato assegnato il Galtellì Literary Prize, premio internazionale a lei dedicato. Il concorso, a detta degli stessi componenti della giuria, è risultato di alto spessore qualitativo. E sabato 9 novembre - sempre nel paese di Canne al vento, il romanzo-paradigma deleddiano – in programma la quinta edizione della due giorni dedicata alla scrittrice sotto l’egida Arrastos de Grassia, fra teatro, dibattiti e riconoscimenti.

Diego Francesco Mastio, il servo Efix nella realtà (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)
Diego Francesco Mastio, il servo Efix nella realtà (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)

LA SCOPERTA - L’associazione Voches ‘e Ammentos de Garteddi, in occasione del grande appuntamento, svela il risultato di un’interessante ricerca condotta in paese. E rende noto ciò che a Galtellì da molto si sapeva ma che finora non era assurto agli onori dell’approfondimento. Affiorano così il vero volto e il vero nome dell’uomo che ha ispirato Efix, il servo delle dame Pintor protagonista di Canne al vento.

Scrivono i responsabili dell’associazione nella pagina Facebook dedicata all’evento: “Come noto, Grazia Deledda per il romanzo Canne al vento, ma anche per altri suoi romanzi, ha preso spunto da personaggi e luoghi conosciuti nella sua gioventù. In una missiva privata, in cui riferiva della sua visita a Galte, scriveva che “il servo è amorevole, disponibile per il prossimo, esercita la fatica nel silenzio e nella fede in Dio”. Il servo che ha dato vita ad Efix, altri non era che Diego Francesco Mastio, meglio noto a Galte come Tziu Diugu, tzeracu nella casa delle Dame Nieddu/Angioi dal 1908 al 1926, nel periodo della visita della Deledda. Tziu Diegu nasce a Galtellì nel 1878 in una casa posta nel cuore del paese, in via Mesagustu: è contadino e per anni sarà servo di alcune famiglie nobili di Galte. Nel 1926 lascia la casa delle Dame e abbandona il suo lavoro per sposarsi con Mariangela Usai, meglio nota come tzia Manzella. Nella casa di via Nuoro, come ci raccontano i loro cari, seppur non abbiano avuto figli, vivranno una vita all’insegna della preghiera, semplicità, carità e amorevole disponibilità in termini di affetto e dedizione per tutti”.

Neria De Giovanni, studiosa di Grazia Deledda (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)
Neria De Giovanni, studiosa di Grazia Deledda (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)

LETTERATURA, MUSICA E TEATRO - Voches ‘e ammentos de Garteddi è strenua sostenitrice della ricerca sul patrimonio deleddiano. E dal 2010 con un connubio musico teatrale e letterario, promuove a Galtellì la figura di Grazia Deledda e del suo maggior romanzo, Canne al vento. “Si tratta di eventi spettacolarizzati ricchi di emozioni e grandi suggestioni – spiegano gli organizzatori - per la carica spirituale e il forte coinvolgimento che li caratterizzano. Attori e visitatori privilegiati delle nostre origini, un viaggio emozionale e itinerante tra i luoghi e i personaggi del narrato di rara bellezza. Un raro sapore di appartenenza a una Sardegna incontaminata, quella del mormorio e del sospiro delle canne frusciate al vento”.

Grazia Deledda (Archivio L'Unione Sarda)
Grazia Deledda (Archivio L'Unione Sarda)

L’evento – la prima sabato 9 novembre alle 20 nella chiesa del santissimo Crocifisso - anche quest’anno ripercorre il cammino del servo Efix, personaggio centrale della narrazione deleddiana. Efix attraversa il cuore della Sardegna, tra Galtellì, Desulo, Bitti e Fonni. Il suo è un pellegrinaggio di espiazione. Con la totale dedizione alle dame egli vuole lavarsi dal peccato di aver ucciso involontariamente Zame, padre padrone delle sorelle Pintor, per coprire la fuga di Lia, figlia ribelle di quest’ultimo.

L’operazione culturale sottesa alla riproposizione del cammino di Efix è però di ampio respiro. Il pellegrinaggio dà la possibilità di riscoperta di alcuni luoghi sacri: dalla chiesa del Santissimo Crocifisso a Galtellì a quella di sant’Antonio Abate a Desulo, dalla chiesa di san Giorgio martire a Bitti al Santuario dei Nostra Signora dei Martiri a Fonni.

Il viaggio è scandito da musiche e canti di ispirazione popolare.

Stefania Porrino, figlia del compositore Ennio (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)
Stefania Porrino, figlia del compositore Ennio (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)

IL PREMIO - Anche la scelta degli eventi collaterali non è casuale. Quest’anno Sos Arrastos de Grassia vede conferire il “Premio Mastru ‘e Ammentos 2019” alla musicista Elena Ledda, mativato dal fatto che l’artista è “una delle più importanti figure della canzone di ispirazione popolare della Sardegna. I suoi concerti in tutto il mondo – ricorda Voches ‘e ammentos - portano la nostra cultura musico popolare ai suoi massimi livelli. La sua voce scandisce e ripropone in forma contemporanea l’universo della tradizione musicale sarda, mantenendo sempre saldo il forte legame espressivo delle sue origini. Talento, rigore, coerenza, passione hanno dato vita ad una raffinata carriera con la produzione di coinvolgenti brani musicali”. Nel 2018 contestualmente all’inaugurazione a Galtellì del Laboratorio delle Arti e Tradizioni Etnomusicali, conferì il primo premio “mastru ‘e ammentos” al poeta improvvisatore di Onifai Bernardo Zizi. E sarà proprio Zizi, a 91 anni, a premiare Elena Ledda.

IL CONVEGNO - Centrale e imprescindibile anche un momento di riflessione sul romanzo ambientato a Galtellì e in generale sull’intera produzione deleddiana. Questo il senso del convegno “Canne al Vento: La musica in Grazia – Ennio Porrino: La musica per Grazia” (sabato 9 novembre alle 16 nella sala conferenze dell’anfiteatro comunale e da quattro rassegne a Galtellì, Desulo, Bitti e Fonni) del dramma musico/corale e teatrale “La Colpa e l’Espiazione”, rappresentazione liberamente ispirata alle figure di Efix e Lia del romanzo Canne al vento. In scena gli attori della compagnia Bocheteatro con il loro leader Giovanni Carroni e il coro dell’associazione Voches ‘e Ammentos, fulgida espressione delle tradizioni etnomusicali sarde.

L'attore Giovanni Carroni della compagnia Bocheteatro (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)
L'attore Giovanni Carroni della compagnia Bocheteatro (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)

DIALOGO TRA DONNE - Durante il dibattito, Neria De Giovanni, critico letterario e saggista, che ha dedicato gran parte delle sue ricerche alla Deledda, racconterà la presenza della tradizione musicale e del ballo in molte opere del Nobel, da “Elias Portolu” a “Canne al vento”, illustrandone l’importanza all’interno delle diverse storie. Leggerà anche alcuni brani da cui emerge come per la Deledda, e in genere per la cultura sarda, il ballo e la musica fossero momenti centrali nella vita comunitaria e in quella personale dei protagonisti.

Stefania Porrino, figlia del grande compositore e musicista Ennio Porrino, partendo dal suo ultimo libro “Effetti di sardi affetti”, ricorderà come il maestro sia stato vicino all’opera deleddiana, creando la colonna sonora dello sceneggiato televisivo “Canne al vento”. Inoltre farà conoscere l’opera paterna per la diffusione della storia sarda, in particolare rievocando l’opera lirica, rappresentata in tutto il mondo, “I Shardana”, il cui cammeo di una lirica in sardo è stato interpretato da Elena Ledda. Ne discutono, coordinati dal giornalista Luca Urgu e con le loro rispettive esperienze poetico musicali, intervenendo sugli argomenti, Elena Ledda e Bernardo Zizi.

LA FINALITÀ - “Obiettivo dell’iniziativa – spiegano gli organizzatori - è rendere omaggio alla scrittrice Grazia Deledda, Nobel per la letteratura, che questi luoghi di sentita ispirazione religiosa di Baronia e della Barbagia, così come le sue genti raccontò con dovizia di particolari e pathos rendendo immortali anche importanti aspetti della nostra cultura etnomusicale profana e religiosa.

Un mezzo per contribuire a tutelare l'ambiente inteso come luogo dell'ispirazione; un metodo originale che attraverso le videoriprese, la coralità e le voci narranti interpreteranno i luoghi di Canne al vento come insieme di risorse ambientali, sociali, storiche, artistiche e di tradizione. Un originale strumento di sviluppo musico-culturale sostenibile che gratificherà il territorio del nuorese e distribuirà brillanti benefici attraverso un indotto diversificato di affascinati ascoltatori.

Il poeta improvvisatore Bernardo Zizi (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)
Il poeta improvvisatore Bernardo Zizi (foto Voches 'e Ammentos de Garteddi)

RISVOLTI TURISTICI - L’operazione culturale in atto a Gatlellì non trascura i benefici anche sotto il profilo turistico per il paese e per l’intero territorio. “Considerato il periodo di bassa stagione – rileva Voches ‘e ammentos - si ritiene che la manifestazione fungerà da rilevante attrattore turistico, qualificando e delocalizzando in particolare importanti flussi turistici verso la zona interna ed in particolare dei comuni interessati.

Una nuova offerta turistico culturale che associ gli elementi di eccellenza (patrimonio letterario, materiale, immateriale e ambientale) ad una rete di visitatori coordinata e funzionale. Un approccio che integri il turismo letterario alla conservazione e valorizzazione dei beni etnomusicali dell’isola, fondamentale per la promozione di forme di turismo sostenibile e requisito qualitativo essenziale per un’offerta turistica rivolta al mondo letterario e canoro musicale nazionale e internazionale ed ai mercati tipici correlati”.

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