CULTURA

Torino

Salone del Libro, polemiche per la casa editrice "fascista". Michela Murgia: "Io ci sarò"

Dopo le defezioni di Wu Ming e ZeroCalcare, la scrittrice sarda ha confermato la sua presenza: "Non lasciamo la fiera ai fascisti"
michela murgia (ansa)
Michela Murgia (Ansa)

Continuano le polemiche sulla partecipazione al prossimo Salone del Libro di Torino - in programma da giovedì 9 a lunedì 13 maggio - della casa editrice Altaforte, che ha pubblicato l'intervista biografia con Matteo Salvini.

Il fondatore, Francesco Polacchi, esponente di CasaPound, si è dichiarato fascista e ha definito l'antifascismo "il vero male di questo Paese".

"Mussolini? È stato sicuramente il miglior statista italiano", ha affermato, "ritengo che il fascismo sia stato assolutamente il momento storico e politico che ha ricostruito una nazione che era uscita perdente e disastrata dalla Prima Guerra Mondiale. Ha trasformato una nazione che era prevalentemente agricola in una potenza industriale. Anche con la dittatura? A volte servono le maniere forti".

La presenza della casa editrice di estrema destra ha scatenato le reazioni di alcuni scrittori, che hanno deciso di disertare la manifestazione letteraria per protesta.

Tra questi, il collettivo di scrittori WuMing, lo storico Carlo Ginzburg e il fumettista ZeroCalcare.

Anche la presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, ha annullato la sua partecipazione a un evento del Salone.

Il post pubblicato su Facebook da Michela Murgia

Una posizione opposta è stata espressa invece dalla scrittrice sarda Michela Murgia, che ha fatto sapere di voler essere presente al Salone.

"Se CasaPound mette un picchetto nel mio quartiere che faccio, me ne vado dal quartiere? Se Forza Nuova si candida alle elezioni io che faccio, straccio la tessera elettorale e rinuncio al mio diritto di voto? Se la Lega governa il paese chiedo forse la cittadinanza altrove? No. Non lo faccio. E non lo faccio perché da sempre preferisco abitare la contraddizione piuttosto che eluderla fingendo di essere altrove", ha scritto su Facebook.

"Per questa ragione al Salone del libro di Torino io ci andrò e ci andranno come me molti altri e altre. Lo faremo non 'nonostante' la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio 'a motivo' della loro presenza", conclude il post.

Sul caso è intervenuta anche il sindaco Chiara Appendino.

"Torino è antifascista. Questo semplice concetto in premessa deve essere molto chiaro, così come deve essere altrettanto chiaro che, in democrazia, non esistono alternative praticabili a questa posizione. A quei valori liberali, democratici, antifascisti, vogliamo tenere fede. L'occasione è utile per ricordare che la Città di Torino, Medaglia d'oro alla Resistenza, sarà presente al Salone internazionale del libro", ha scritto la prima cittadina su Facebook.

Il post pubblicato su Facebook dal sindaco Chiara Appendino

(Unioneonline/F)

© Riproduzione riservata

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