CULTURA

Ghilarza

"Muristenes in beranu", l'appuntamento primaverile al novenario di San Serafino

L'iniziativa, nel caratteristico borgo sulle sponde del lago Omodeo, è in programma il 28 aprile
un immagine dalla scorsa edizione dell iniziativa (foto alessia orbana)
Un'immagine dalla scorsa edizione dell'iniziativa (foto Alessia Orbana)

La macchina organizzativa è al lavoro da tempo per la seconda edizione di "Muristenes in beranu". La kermesse, nel caratteristico borgo di San Serafino, sulle sponde del lago Omodeo, si terrà il prossimo 28 aprile.

Lo scorso anno nel novenario campestre a pochi chilometri da Ghilarza erano arrivati in migliaia da tutta l'Isola. Cento i muristenes - in epoca antica alloggi riservati ai monaci - pronti ad ospitare altrettanti espositori: prodotti dell'agro alimentare e dell'artigianato locale. Ma non solo. Bellezze architettoniche, paesaggistiche e naturalistiche. Storia, cultura e tradizioni che si intrecciano. Momenti unici per quanti sapranno farsi trasportare nell'atmosfera che ogni anno, a fine ottobre, scandisce il tempo della novena in onore del Santo.

Turisti e visitatori potranno assaporare quelle emozioni. Ci saranno i gosos, il tradizione pranzo in sa cortizza, sa ditta (l'asta dei doni offerti al Santo). E poi ancora balli in piazza attorno al su fogulone. Anche per l'edizione 2019 si pensa a laboratori, degustazioni, percorsi culturali. E poi chiaramente tappa obbligata nei muristenes alla scoperta dei saperi e dei sapori del Guilcier.

"L'evento ricalca quello proposto lo scorso anno, non si snatura niente", spiegano gli organizzatori, un gruppo spontaneo di otto giovani ghilarzesi che lo scorso anno ha avuto l'idea di promuovere Muristenes in beranu. "Ancora una volta - proseguono - ringraziamo i novenanti che hanno aderito in massa. Crediamo fermamente in questa iniziativa per valorizzare il novenario di San Serafino, far conoscere le bellezze del luogo, questa realtà esclusiva. È anche l'occasione di far conoscere le nostre tipicità: i prodotti dell'agro-alimentare, le produzioni artigianali, i vecchi mestieri".

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