CULTURA

Carbonia

Trent'anni di storia e tre preziose rassegne per il museo archeologico "Villa Sulcis"

L'istituzione culturale, aperta nel 1988, celebra un importante traguardo con un evento che prosegue sino al 20 gennaio
gli interni del museo villa sulcis (foto s a manca)
Gli interni del museo "Villa Sulcis" (foto S.A. Manca)

Importante traguardo per il Museo Archeologico Villa Sulcis di Carbonia: la struttura, aperta nel 1988, celebra il trentesimo anniversario con un evento, "Museo 30", che prosegue sino al 20 gennaio.

Tre le esposizioni dislocate con l'occasione nei siti culturali di Carbonia, che ripercorrono la storia del museo, quella di Monte Sirai e del parco urbano di Cannas di Sotto. Le rassegne, organizzate dal Comune di Carbonia, il SiMuC e la Società Sistema Museo, sono ad ingresso gratuito, e hanno già raccolto un buon numero di visitatori, soprattutto in occasione delle festività.

Il cartello che accoglie i visitatori (foto Sistema Museo)
Il cartello che accoglie i visitatori (foto Sistema Museo)

Il percorso culturale proposto è un viaggio nella storia. Al Museo Archeologico, attraverso immagini fotografiche, il racconto della nascita dell'istituzione culturale: dalla fondazione della città di Carbonia, quando l'edificio che oggi ospita il museo era la villa del direttore della miniera, passando per la nascita del primo museo nel 1988 (ospitato in una sala della villa), fino alla seconda inaugurazione nel 2008, a seguito dell'ampliamento dell'edificio, che ha previsto un nuovo allestimento, completamente rinnovato e di forte impronta didattica.

Uno dei pannelli sulla storia del museo (foto Sistema Museo)
Uno dei pannelli sulla storia del museo (foto Sistema Museo)

A Monte Sirai, la mostra conduce il visitatore attraverso i cambiamenti dell'area archeologica: dalla sua scoperta, nel 1963, con le preziosissime fonti fotografiche di Vittorio Pispisa, all'istituzione del Parco Archeologico nel 2001, fino alle attuali attività di promozione e valorizzazione.

Al parco urbano di Cannas di Sotto il file rouge continua: dalle suggestive immagini degli anni Cinquanta, in bianco e nero, quando l'area archeologica era abitata da alcune famiglie e le tombe venivano utilizzate come ricovero per gli animali, agli anni dell'abbandono e del degrado sino al recupero e alla valorizzazione, attraverso la nascita del parco urbano, parte integrante del Sistema Museale della città. Oggi il parco ospita eventi, mostre, manifestazioni culturali e attività didattiche.

(Unioneonline/v.l.)

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