CULTURA

Le dolci colline della Planargia a piedi tra natura e turismo

la valle di modolo
La valle di Modolo

Dalla collina al mare in poco piu di due ore.

È dolce la discesa attraversando i paesi della Planargia verso Bosa, da sempre capitale economica e culturale di una manciata di centri che raramente superano i mille abitanti.

Anche qui lo spopolamento è evidente: tante le case vuote e abbandonate e intere generazioni che sono partite e altre ancora con la valigia in mano non sono un bel presagio.

Ma non mancano per fortuna anche le buone notizie. Storie di residenti resistenti. Che qui hanno deciso di costruire un futuro per loro e i loro figli convinti che la qualità della vita in questi paesi agropastorali dalla vocazione turistica sia l'investimento più affidabile.

Da Suni a Bosa Marina passando per Tinnura, Flussio, Magomadas per poi iniziare a scollinare raggiungendo Modolo e infine scorgere l'azzurro del mare di Turas a Bosa Marina si percorrono quattordici chilometri.

Quattordicimila metri di bellezza in mezzo a un territorio vasto ma omogeneo che guardato con occhi attenti riesce a emozionare.

Dalla Suni "pastorale" dall'alto dei suoi 356 metri sul livello del mare raggiungere Tinnura il paese "museo" è davvero un passo, nemmeno un chilometro divide i due paesi.

A Tinnura, murales, decoro e belle piazze, rapiscono i turisti tutto l'anno.

Si arriva a Flussio con i suoi cestini di asfodelo in bella mostra in perfetta continuità, solo un vicolo di nemmeno due metri divide i due centri.

Poi fino a Magomadas, poco più di due chilometri, è campagna abitata: vigneti, villette e campi a pascolo fino al vecchio passaggio a livello che ti accoglie nella nuova municipalità.

Zona di confine che fino a qualche anno fa tra le province di Nuoro e Oristano che pare attraversasse addirittura una stessa abitazione che aveva il soggiorno in un'amministrazione e le camere da letto nell'altra.

Arrivare a Modolo è una vera magia di colori e profumi. La vista di aguzza sin dai primi tornanti e ti fa scorgere facilmente il mare e Capo Marrargiu.

Il camminare è lieve in questa felice enclave circondata da vigneti di malvasia e frutteti che hanno reso questo borgo - ora con una buona offerta di posti letto - celebre e ispirato i versi del compianto poeta Orlando Biddau.

Il mare è sempre più vicino e l'aria nell'importante snodo di Pessighette inizia a diventare salmastra.

Un falso piano di appena due chilometri separa ancora dal mare che nelle giornate di maestrale ruggisce nervoso nella baia di Turas.

È la porta di Bosa Marina l'ingresso di una terrazza di tre chilometri sul mare che conduce fino all'altro punto opposto della spiaggia dove si erge quel che rimane della torre dell'Isola rossa e del vecchio faro.

Qui durante tutta la giornata è un continuo viavai di runners e camminatori di ogni età.

Da Bosa Marina a Bosa serve solo ancora un piccolo sforzo, ma la bellezza del borgo medievale da cartolina disseta lo spirito come l'acqua fresca.

Qui costeggiando il Temo si fa davvero un tuffo nella storia tra storie di popolo e nobiltà. Ma con un'identità precisa che piace (non si contano i forestieri che qui hanno comprato casa e vivono per lunghi periodi).

Perché in una Sardegna che cambia a misura di turista chi decide invece di rimanere se stessa magari innovando con equilibrio senza stravolgere il territorio ha ancora in mano il proprio destino.

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