CRONACA - ITALIA

Roma

Caso Cucchi, il comandante dei carabinieri Nistri: "Chi sa parli"

Il comandante dell'Arma torna a parlare del caso del geometra romano morto nel 2009 e lancia un appello ai militari
stefano cucchi e la sorella ilaria (ansa)
Stefano Cucchi e la sorella Ilaria (Ansa)

"Chi sa parli".

Con queste parole il generale dell'Arma dei carabinieri Giovanni Nistri è tornato a parlare del caso di Stefano Cucchi, il geometra romano morto nel 2009, dopo le ultime dichiarazione del militare Francesco Tedesco, che la scorsa settimana ha accusato due colleghi (Raffaele D'Alessandro e Alessio di Bernardo) del pestaggio del giovane nella caserma della Stazione Appia.

Intervistato alla trasmissione "Porta a porta", Nistri - che oggi incontrerà la sorella del 31enne, Ilaria, insieme al ministro della Difesa Elisabetta Trenta - ha rivolto un nuovo appello ai militari dell'Arma.

Si è detto poi "lieto che uno dei militari presenti quella sera (il brigadiere Tedesco) abbia detto la sua verità: questo vuol dire che questa verità adesso potrà entrare a pieno titolo nel processo insieme con tutte le altre evenienze che sono state accertate nel frattempo dall'autorità giudiziaria, e dunque questo sarà un passo in più verso una definizione della vicenda".

Giovanni Nistri (Ansa)
Giovanni Nistri (Ansa)

LEGALE DI MANDOLINI: "INCONFESSABILI ACCORDI TRA PM E TEDESCO" - Sulle rivelazioni del brigadiere Tedesco è intervenuto anche 'l'avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore del maresciallo Roberto Mandolini, imputato nel processo sul decesso di Cucchi.

In una lettera indirizzata a Francesco Petrelli, il legale che assieme al collega Eugenio Pini difende

proprio Tedesco, Naso sostiene che alla base della "svolta" nel processo ci sarebbero "inconfessabili accordi" tra i difensori di Tedesco, e il pm.

"Stiamo celebrando il dibattimento e in un processo di tale delicatezza, in un processo condizionato come pochi altri da fattori stravaganti ed extraprocessuali - scrive Naso a Petrelli - e tu che fai? accompagni il tuo assistito nell'ufficio del pm perché questi conduca un'indagine parallela e riservata rispetto a quella in corso con innegabili, inevitabili se non addirittura perseguiti effetti di condizionamento su quello che sarà il di lui contributo dibattimentale?".

"Francesco - scrive Naso - se non ti conoscessi da decenni, se non riconoscessi in te qualità professionali di eccellenza, se non avessi apprezzato in numerosi altri processi la tua preparazione, la tua competenza, la tua abilità strategica, sarei costretto a pensare che hai smarrito all'improvviso e tutto in una volta il tuo corposo corredo professionale. E allora se non sei così, la ragione che ai miei occhi appare inconfessabile ma assolutamente chiara è la promessa derubricazione della imputazione elevata nei confronti del tuo cliente in quella di favoreggiamento, reato allo stato già prescritto, anche a costo di aggravare la posizione di tutti gli altri imputati".

Petrelli ha respinto le accuse del collega, definendole "gravissime, assurde e infondate".

Ilaria Cucchi (Ansa)
Ilaria Cucchi (Ansa)

MINACCE DI MORTE ALL'AVVOCATO DI TEDESCO - Intanto ieri Eugenio Pini, difensore di Tedesco, ha presentato una querela alla Procura della Capitale, dopo aver ricevuto una telefonata di minacce di morte.

Secondo quanto raccontato dal legale, una voce dall'accento siciliano avrebbe all'avvocato "Lei sa chi mi ricorda? Rosario Livatino", facendo riferimento al giudice ucciso dalla mafia. "La seguirò, non solo spiritualmente".

(Unioneonline/F)

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