CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

Esplode il caso Mandriola: in duecento contestano il sindaco di San Vero Milis

«Tabregungia, tabregungia», urla una signora disperata mentre esce dall'aula del Comune. «É una truffa». «Ci volete rovinare». «Siete dei ladri».

Argomento d'indignazione è l'uso civico che grava su tutta la borgata marina di Mandriola: i cittadini hanno scoperto solo di recente di aver costruito le loro abitazioni sopra terreni di proprietà del Comune.

Il primo cittadino Luigi Tedeschi ora chiede il conto agli "abusivi", tanti onesti cittadini che stentano a credere di dormire da una vita sopra una terra che non è loro.

Nell'aula consiliare, di fronte a 200 persone ha preso la parola il sindaco mettendo subito le mani avanti: «Si tratta di una vicenda complessa. Capire di chi è la colpa ora non ha senso. Bisogna trovare subito la soluzione per risolvere il problema».

Per la legge, infatti, il Comune è obbligato a riappropriarsi delle proprie terre: «La Regione - continua il sindaco - dopo aver stilato l'elenco delle terre a uso civico ci obbliga a intervenire».

Eppure il Comune sino a pochi mesi fa rilasciava certificati di abitabilità senza problemi e come se niente fosse. Subito dopo ha preso il microfono il geometra Gianni Piras incaricato dal Comune di spiegare la situazione. Senza tanti fronzoli si rivolge ai presenti: «Per la legge ora siete tutti abusivi. Per questo siete obbligati a trasferire subito l'uso civico del terreno dove avete realizzato la vostra casa».

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