OPINIONI - EMANUELE DESSÌ

Emanuele Dessì
L'editoriale

Al decollo venerdì 17

« N on ci sono voli disponibili nei giorni selezionati. Modifica le date del tuo viaggio». Il portale di Alitalia, suo malgrado, ti mostra il dito medio se provi a prenotare un volo per Roma e Milano, o viceversa, dal 17 aprile. Sardo, lombardo o tedesco non fa differenza, il dito medio - se non altro - è da par condicio. Adiosu, arrivederci, Auf Wiedersehen. Ma non prendetevela con la compagnia di bandiera, già in turbolenza senza aspettare i risvolti grotteschi della continuità aerea in salsa sarda. I responsabili sono da ricercare nelle stanze del potere. A Bruxelles e a Roma, certo. Ma soprattutto a Cagliari.

La coalizione di centrodestra a trazione sardo-leghista aveva stravinto le elezioni il 24 febbraio 2019. Già, è trascorso un anno. Ricordate anche la lunga gestazione dell'esecutivo? Su queste colonne ci capitò, umilmente, di parafrasare la Bibbia, ricordando che in 40 giorni e 40 notti Mosè portò a casa le tavole della legge. A noi sardi, dopo 40 giorni e 40 notti dal successo Salvini & Solinas, quelli della Giunta in un quarto d'ora, capitò di conoscere i nomi di c-i-n-q-u-e (su dodici) assessori regionali. Parlammo di falsa partenza, conquistandoci la patente politica - sui social e non solo - di tutto l'arco costituzionale che volge a sinistra e al cielo stellato. Succede. E poi chissenefrega, direte. Infatti rievochiamo quei giorni interminabili perché, nostro malgrado, siamo stati buoni profeti. Tutto quel tempo sprecato nell'elucubrare, ci dissero, tra parità di genere e curricula ha contribuito al più grande flop nella ventennale storia della nostra continuità territoriale aerea.

I l presidente della Regione, forte dell'esperienza come assessore ai Trasporti nella Giunta guidata da Ugo Cappellacci, non ha mai nascosto di poter condurre da solo la partita dei cieli. E infatti, il 26 marzo scorso, coerente con i proclami della campagna elettorale (e prima ancora dei già citati 40 giorni e 40 notti), il presidente, uno e trino, annunciò a Villa Devoto di voler bloccare il bando di gara Pigliaru-Careddu. Detto fatto: con la Lega allora al Governo, Solinas ottenne l'11 aprile, dal ministro dei Trasporti Toninelli, la revoca di un bando che sarebbe entrato in vigore otto giorni dopo. Il presidente motivò anche bene la scelta. Il bando, che prevedeva tariffe scontate solo per i sardi e un tetto massimo per il resto del mondo, era finito nel mirino di Ryanair. Rischiamo di impantanarci, fece notare Solinas. Di più: con la proroga manteniamo la tariffa unica per sardi e non. E chissà, con tutto il tempo che abbiamo a disposizione (sino al 16 aprile 2020), magari convinciamo Bruxelles a non spennare i turisti almeno con gli aerei. Nobili propositi che, come racconta la cronaca delle ultime settimane firmata dal nostro Michele Ruffi, sono naufragati. Bruxelles, ben prima che - il primo dicembre - si insediasse la nuova Commissione europea, aveva fatto capire che gli sconti sarebbero stati autorizzati solo per i sardi, aspetto già previsto dal bando di gara Pigliaru-Careddu, bando che non piaceva a Ryanair e nemmeno a Solinas. Salvo poi scoprire che l'attuale Giunta si “muoverebbe” sulla stessa pista: sconti solo per i sardi. Si “muoverebbe”, appunto. Perché Solinas e i suoi collaboratori non hanno mai ufficializzato, nemmeno in Aula, gli eventuali contenuti dell'eventuale nuovo bando. In questo clima l'opposizione ha gioco facile a parlare di incapacità e scarsa trasparenza. Opposizione (ad eccezione dei Cinque Stelle, in via Roma da un anno) che, va ricordato, sulla continuità visse di proroghe sul modello Cappellacci-Solinas. Va ricordato anche che nel giugno 2017, ospitando a Cagliari il G7 dei Trasporti, con Pigliaru presidente e Zedda sindaco, il centrosinistra produsse fiumi di belle parole e di belle pagine per convincere (spalleggiati dai colleghi di Corsica e Baleari) la commissaria Ue Violeta Bulc a prendere a cuore le sorti di noi isolani. Cosa mai avranno fatto di quel dossier la signora slovena e i suoi collaboratori? Ecco, in questa vicenda è difficile trovare qualcuno legittimato a lanciare per primo qualche sasso nel mare in tempesta. Magari, invece, si potrebbe provare finalmente a fare squadra, come lo stesso Zedda ha sottolineato giovedì sera a Videolina. Chissà che la presenza di un commissario europeo che parla italiano (Paolo Gentiloni) non possa tornare utile alla causa dei sardi. Sì, perché a Bruxelles anche i burocrati, come le formiche, a volte si incazzano (scusate la licenza, ma è già stata sdoganata dal titolo di un libro). E così, quando Solinas ha annunciato che nei prossimi giorni si aggirerà nella sede della Ue, dalla commissione Trasporti hanno fatto subito sapere che al loro piano non sono previsti incontri sulla continuità dei sardi. In questo clima non sarà facile incassare una proroga in attesa di farsi benedire il nuovo bando. La carta Gentiloni andrebbe giocata tutti insieme, male che vada ci mostreranno un altro due di picche. Ma tanto vale provarci. Il 17 aprile si avvicina a grandi passi. Per tutti. E, per chi crede ai presagi, sarà un venerdì. Venerdì 17.

EMANUELE DESSÌ

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