#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Ridate il pronto soccorso agli oristanesi"

"Da oltre 40 giorni gli accessi per emergenze al 'San Martino' sono pressoché bloccati"
(archivio l unione sarda pinna)
(archivio L'Unione Sarda - Pinna)

"Cara Unione,

da oltre quaranta giorni, seppur a fasi alterne, il Pronto Soccorso del 'San Martino' di Oristano risulta pressoché inaccessibile. Una situazione gravissima e insostenibile, che crea forti disagi a un bacino d’utenza di circa 160mila abitanti, in modo particolare quando ci si trova a dover fronteggiare delle emergenze che non concedono certo tempo per lunghe trasferte a San Gavino, Cagliari o altrove.

Nella vita di ciascuno di noi, la salute rappresenta un bene primario fondamentale. Affinché sia garantita, un ospedale deve poter offrire servizi che assicurino il benessere degli utenti, se possibile in modo agevole, almeno in un Paese che si professa civile. Una struttura sanitaria, punto di riferimento territoriale, deve mantenere le proprie principali funzioni, evitando di creare ulteriori disagi sia fisici che psicologici a chi vi si reca evidentemente per bisogno.

Chi si trova a dover affrontare uno stato di salute precario, spesso si sente abbandonato, sente che la propria vita e la propria dignità non sono rispettate. Le paure non vengono placate, anzi aumentano quando la stessa sopravvivenza è legata a un sistema che non funziona e non si può controllare, ma solo subire.

Un’inevitabile riduzione degli sprechi nel settore pubblico e una maggiore razionalizzazione dei servizi in tempi di Covid, non possono tradursi in un’attenzione unica verso i numeri o in una sola emergenza riconosciuta, che trascura tutte le altre necessità di migliaia di persone. Quando sono in gioco le condizioni fisiche, buonsenso e ragionevolezza devono essere i due fari principali che illuminano il percorso da intraprendere.

Problemi evidenti legati alla geografia del territorio e alla viabilità, si riflettono pesantemente su tutta la popolazione, in particolar modo su quella più periferica che, spesso, fatica a raggiungere centri importanti.

Ogni persona che risiede nel territorio nazionale, ha uguale diritto a ricevere un’adeguata assistenza sanitaria.

Farsi carico dei reali bisogni delle nostre comunità, significa avere la delicatezza di comprendere che delle prestazioni essenziali devono essere garantite. Depotenziarle significa gettare nello sconforto e nella disperazione chi lotta contro una malattia o chi ha altre necessità.

Sulla questione, da cittadina attendo fiduciosa un atto di coraggio e responsabilità, da parte del sindaco di Oristano e della Regione".

Elisa Dettori - Oristano

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