#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Noi bancari, umiliati e abbandonati"

Lo sfogo di un bancario di Sassari, al lavoro senza le opportune precauzioni
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da Google)

"Cara Unione,

sono un lavoratore bancario. Lavoro a Sassari negli uffici interni di una banca, e abbiamo solo le mascherine e i guanti che qualcuno si porta da casa. La nostra azienda non ce le fornisce e ci ha detto che le mascherine non sono necessarie.

Il 26 marzo, quando ho visto l'ordinanza del sindaco Campus, ho tirato un sospiro di sollievo, pensando che finalmente anche noi avremmo potuto lavorare in sicurezza.

Invece non è così, e pare addirittura che ci sia una nuova disposizione del sindaco - non so in realtà se vera, ma tant'è - secondo cui gli istituti di credito che sono al lavoro e che non sono aperti al pubblico, possono anche non usare le mascherine. E infatti, al momento, per me questa è ancora la realtà.

Magari non a tutti è noto - ma dovrebbe esserlo, credo - che un call center della penisola è diventato un focolaio. Magari non tutti sanno che noi dipendenti condividiamo gli stessi ambienti, gli stessi bagni, le stesse stampanti.

Incredibile.

Credevo che una banca come la mia mi avrebbe tutelato. Che il sindaco di Sassari mi avrebbe tutelato.

Così, mentre tutti quelli ancora aperti - supermercati, alimentari, tabacchini - hanno le mascherine, le banche agiscono diversamente.

Ci hanno provato anche i sindacati a fare qualcosa, ma davanti alle ordinanze che cambiano, anche loro hanno le armi spuntate.

Questo è un appello a tutti i Sassaresi, al sindaco, ai datori di lavoro: se il nostro lavoro è indispensabile allora difendeteci, tutelateci, noi e le nostre famiglie, la comunità sassarese. Diversamente, così ci sentiamo solo umiliati.

Un bancario(*)

(* le generalità, a conoscenza della redazione, vengono omesse nel rispetto della privacy e secondo la normativa vigente)

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