#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Essere malati in Sardegna, fra burocrazia orba e disagi in crescita"

La segnalazione di una lettrice, alle prese con alcuni tagli alle spese riconosciute ai malati
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da Google)

"Cara Unione,

mentre i politici discutono l'assetto del sistema sanitario - fra asl unica, asl territoriali, sigle fantasiose - i malati e i familiari che li assistono, oltre alla fatica e al dolore, combattono ogni giorno con una burocrazia orba e tagli alle spese insensate ed indegne di un paese civile.

Mi riferisco in particolare all'ASL di Nuoro (ignoro l'acronimo giusto, una o trina poco m'importa): ad agosto la ditta del nord Italia che forniva i panni per l'incontinenza (prodotto mediamente buono, consegna puntuale) viene sostituita da una ditta del cagliaritano. "Esperti dell'incontinenza da oltre 30 anni", recita il depliant.

La prima consegna mensile avviene con 15 giorni di ritardo. C'è stato un cambio societario, ci sta. Il secondo mese, dopo 5 giorni di ritardo rispetto alla data prevista chiamo l'assistenza clienti. Scopro che la consegna non è avvenuta perché il prodotto non è in magazzino. Una gara d'appalto appena vinta e il prodotto non c'è, né è dato sapere quando verrà consegnato.

E se il servizio è pessimo il prodotto non è da meno. È anzi a dir poco indecente, di qualità infima e praticamente inservibile. Per dirne una gli adesivi non sono adesivi, bisogna girare il paziente cercando di tenere uniti i lembi in qualche modo, giusto per facilitare il compito di chi si occupa di un malato grave.

Del resto ogni panno costa alla asl meno di trenta centesimi, 0,283 più Iva. Un affarone, insomma.

Ma è come andare dall'ortolano e comprare la frutta marcia. La paghi niente, ma è buona forse per i maiali.

Abbiamo un sistema sanitario che fa invidia a mezzo mondo, medici, infermieri ed oss altamente specializzati, ma spesso costretti ad operare in un contesto da terzo mondo, tra letti sfondati e carenze di ogni genere. Mortificati nella loro professionalità, nella fatica e passione profusa, da un apparato manageriale che non sa di cosa parla, che sperpera dove potrebbe risparmiare e risparmia dove basterebbe utilizzare il buon senso, ed un giusto equilibrio tra costo e qualità.

Sulla pelle degli ammalati, senza alcuna vergogna, si riversa ancora e sempre tutta l'umana idiozia".

M. G. F.

***

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