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La storia

Marilyn e Joe Di Maggio, all'asta il biglietto d'amore

Le scuse della diva al marito che la amò per sempre
marilyn monroe e joe di maggio (foto ansa)
Marilyn Monroe e Joe Di Maggio (foto Ansa)

L'ha amata per tutta la vita nonostante un tumultuoso matrimonio durato appena nove mesi. Un amore disfunzionale tra due persone che non potevano stare insieme per via dei caratteri incompatibili e opposte visioni del mondo. Joe Di Maggio e Marilyn Monroe. Una storia cominciata nel 1953 con l'incontro organizzato da un amico di lui, l'avvicinamento favorito dall'agente di lei, i giornali in delirio per la love story tra la leggenda del baseball e la giovane attrice in rampa di lancio. Un matrimonio combinato, in definitiva, ma quel che si è visto negli anni a venire racconta di un sentimento rimasto immutato. Dopo la separazione e il divorzio Joe Di Maggio è stato sempre vicino all'ex moglie divenuta nel frattempo la più famosa diva di Hollywood. Vicino anche nel giorno del funerale di lei, trovata cadavere nella casa di Brentwood, Los Angeles, la notte tra il 4 e il 5 agosto 1962. Fu lui a occuparsi delle esequie, tenute in forma privata con la partecipazione di pochissimi familiari e amici. Da quel giorno, a ogni anniversario, Joe fece deporre un mazzo di rose rosse sulla tomba di Marilyn e leggenda vuole che nell'ultima ora, poco prima di morire - l'8 marzo 1999 all'età di 84 anni -, abbia detto: "Finalmente potrò rivederla". Di sicuro sino alla fine conservò sul cuore, dentro il portafoglio, un biglietto di lei, datato 1954, che sarà battuto all'asta da Christie's, a New York, con una stima di partenza tra i 50mila e i 100mila dollari. Pensieri che Marilyn Monroe scrisse usando il retro di una ricevuta della lavanderia per chiedere scusa dopo una lite all'allora marito. "Caro Joe, so di aver sbagliato! Ho agito nel modo in cui ho agito e ho detto quelle cose perché ero ferita - non perché ne fossi convinta - ed è stato stupido sentirmi ferita perché in realtà non c'erano abbastanza motivi per esserlo, in definitiva non c'era nessuna ragione. Per favore accetta le mie scuse e non, non, non arrabbiarti con la tua bambina, lei ti ama. Con amore, tua moglie (per sempre) Mrs. J.P. Di Maggio". Si erano conosciuti nel 1952. Lui, 37 anni, era venerato come la stella più grande del baseball e, a causa dell'artrite che lo tormentava, aveva deciso che quella sarebbe stata la sua ultima stagione da professionista. Lei, allora 26enne, dopo tanta gavetta e piccoli ruoli aveva finalmente ottenuto la prima parte da protagonista in "La tua bocca brucia" di Roy Baker. Era un'attrice in ascesa, insomma, ed è per questo che quando Joe Di Maggio, dio dello sport nazionale, vide una foto di lei e chiese a un amico di fargliela conoscere, l'agente di Marilyn la incoraggiò ad accettare l'appuntamento. Erano entrambi reduci da un matrimonio. Lei era stata sposata con James Dougherty dal 1942 al 1946, Di Maggio era l'ex marito dell'attrice Dorothy Arnold, sposata nel 1939, da cui aveva divorziato nel 1943 e da cui aveva avuto un figlio, Joe Jr. L'incompatibilità di carattere e di approccio alla vita fu subito evidente: riservato lui, esuberante lei. E in una coppia con queste caratteristiche di partenza non aiutava certo il fatto che Hollywood costruiva sulla pelle di Marilyn l'immagine di donna più sexy e desiderata del mondo. Nonostante i tradimenti di lei e le scenate di gelosia di Joe, si sposarono nel municipio di San Francisco il 14 gennaio 1954. L'unione però, come tanti avevano previsto, durò pochissimo. A ottobre erano già separati. Si racconta che il punto di non ritorno fu la scena più famosa del film "Quando la moglie è in vacanza", quella in cui Marilyn, molto divertita, cerca di tenere giù la balza dell'abito bianco d'improvviso impennatasi sulle sue gambe nude a causa del getto d'aria che spirava dalla grata della metropolitana. La scena era stata girata la sera del 15 settembre 1954. Joe Di Maggio era sul set e con lui decine di giornalisti e fotografi convocati dal regista Billy Wilder, nonché comparse e curiosi. Si girava a New York. Dopo il ciak, Marilyn e Tom Ewell escono dal cinema e, passeggiando sul marciapiede, commentano il film appena visto. Sotto la grata il ventilatore azionato da un tecnico della troupe solleva la gonna di Marilyn. Era l'effetto sorpresa che Billy Wilder cercava e la diva non lo delude. Per la verità Marilyn cerca i flash dei fotografi e, ammiccando in maniera molto sensuale, gioca con la gonna che vola. Mentre i paparazzi impazziscono e i curiosi applaudono, Joe Di Maggio - furioso - scappa via. Tre settimane dopo, l'avvocato di Marilyn depositò l'istanza di divorzio e a ottobre erano già due ex coniugi. Lui, comunque, continuò ad amarla per tutta la vita. All'inizio seguiva da lontano le vicissitudini dell'ex moglie, ne raccoglieva sfoghi e confidenze al telefono, le dava consigli che lei non seguiva, fino a quando nel 1961 ci fu un riavvicinamento e qualche giornale fantasticò di una nuova love story. Sappiamo tutti come andò a finire. Il giorno dopo la morte di Marilyn sulla sua scrivania fu trovato un biglietto indirizzato a Joe. "Caro Joe, se io potessi solo riuscire a farti felice, sarei riuscita nella cosa più grande e più difficile che ci sia, che è rendere una sola persona completamente felice. La tua felicità vuol dire la mia felicità".

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