Come ogni anno, l’appuntamento dell’ultima domenica di marzo (nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026) con lo spostamento in avanti dalle 2 alle 3 delle lancette dell’orologio riaccende le polemiche: il cambio dell’orario porta più vantaggi (economici, per l’ambiente, per la salute) o svantaggi? Il tema, come sempre, è divisivo. In Europa, i Paesi membri discutono da anni senza trovare una soluzione comune. Questo perché lo spostamento in avanti delle lancette per sette mesi su dodici (da fine marzo a fine ottobre) non ha le stesse conseguenze per tutti. L’ora legale viene incontro alle esigenze di nazioni come l’Italia, dove è più importante avere luce naturale nelle ore serali. Uno spostamento in avanti che in Italia comporta significativi risparmi sulla bolletta elettrica, sia per le famiglie che per le imprese.

La discussione trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l'84% si espresse a favore dell'abolizione del cambio d'ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente; tuttavia il processo si è arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando il tema sospeso. Da sette anni Bruxelles si ripropone di affrontare la questione, che resta in agenda ma coperta dalla polvere.

In Italia l’ipotesi di un’ora legale stabile per dodici mesi ha già fatto un passo in avanti: alla Camera infatti è stata illustrata la richiesta di indagine conoscitiva promossa da Sima, la società italiana di medicina ambientale. Il percorso è definito: valutati gli impatti economici, ambientali e sulla salute, entro il 30 giugno 2026 dovrà essere presentata una proposta normativa. La sfida, ora, è trasformare un dibattito infinito in una decisione, tenendo insieme esigenze energetiche, abitudini sociali e coerenza con il quadro europeo. Speriamo che sia l’ultimo anno. Per il momento, però, il cambio orario (tornerà l’ora solare l’ultima domenica di ottobre) rimane in vigore.

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