«La musica mi ha salvato la vita. Suonando ho ritrovato me stesso». Luca Pisanu, 32 anni originario di Ales, grazie alla sua chitarra e al canto è rinato. Con una nuova consapevolezza, forte di un progetto musicale tutto suo, guarda alla vita e al futuro con occhi diversi. “Ora è arrivata la mia opportunità, sono pronto ad andare avanti” canta in uno dei suoi brani in una sorta di incoraggiamento a sé stesso.

La sua non è soltanto la storia di un giovane che ce l’ha fatta. È il percorso di un ragazzo che ha rischiato di smarrirsi fra gli ostacoli della vita e invece è riuscito a vincere la sua battaglia proprio grazie alla musica. «La mia passione è iniziata quando avevo 8 anni – racconta Luca – in realtà mi piaceva una bambina che suonava la chitarra, così mi sono avvicinato alla disciplina e ho finito per innamorarmi della musica». Ed ecco gli studi ma, da spirito ribelle, Luca rifiutava schemi e un certo tipo di lezioni. «Sono stato un po’ autodidatta, andavo “a orecchio” – racconta – ma la mia vera fortuna è stata incontrare persone che invece avevano fatto il Conservatorio. Grazie a loro ho potuto imparare tanto e andare avanti nel mio percorso».

Un viaggio fra musica ed emozioni che l’ha portato fino a Glasgow in Scozia dove «ho suonato per circa quattro anni con la band Corto.alto con tour nel Regno Unito e nel resto d’Europa fino a suonare il West Holts stage a Glastonbury – ricorda – Abbiamo suonato anche allo We Out here main stage, cross the tracks e altri festival importanti. Siamo stati nominati anche per il Mercury Prize, l’equivalente dei Grammy awards nel regno Unito». Tante partecipazioni a eventi, un anno fa Luca Pisanu ha suonato anche con artisti come Robben Ford, Robbie McIntosh (dei The pretenders che ha fatto parte anche della band di supporto di Paul McCartney) e con lo statunitense Larry Carlton. Tanti successi ma nei mesi scorsi ci sono state anche alcune difficoltà personali e problemi di salute. «Ho deciso di lasciare la Scozia e sono tornato a casa – racconta – era un momento delicato e la musica è stata fondamentale per andare avanti e superare le criticità».

Un'esibizone di Luca Pisanu (foto concessa)
Un'esibizone di Luca Pisanu (foto concessa)

Un'esibizone di Luca Pisanu (foto concessa)

E così ha preso vita anche il nuovo progetto “Luca Pisanu experience”. «L’idea è nata per caso quando un’amica mi ha invitato ad andare ad ascoltare le prove di un suo amico batterista. Pochi secondi, c’è stata subito sintonia e così abbiamo deciso di suonare insieme e ha funzionato. In una notte abbiamo composto e scritto quattro brani, altri quattro nelle successive». Sono continuate le registrazioni e il progetto ha preso forma. «Adesso insieme al batterista Andrea Deidda e a Alessandro Curcu che suona il basso continuiamo questa avventura». Qualche settimana fa l’esibizione in un festival ad Ales e la voglia di continuare far sentire la propria voce. «La musica ci spinge ad avere il coraggio di guardarci dentro, ci dà un’altra visione di noi stessi e del mondo - conclude Luca – consente di andare avanti in maniera consapevole e con una spinta che solo le emozioni sanno dare».

Proprio come canta in uno dei suoi brani in inglese “I was hidden behind my fears, but now they can’t hold me back no more, payed the price with my own tears, i lifted the heaviest stone, being myself is what makes me free, i won’t fall anymore for my own tricks, i have seen and now i’ve grown, i’m reborn” (Ero nascosto dietro alle mie paure, ma ora non mi possono più fermare, ho pagato il prezzo con le mie stesse lacrime, ho sollevato la pietra più pesante, essere me stesso è ciò che mi rende libero, non cadrò più nei miei stessi tranelli, ho visto e ora son cresciuto. Son rinato).

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